Opinioni - Accordo Mercedes-Honda, vediamoci chiaro

La FIA in soccorso dei giapponesi per manifesta inferiorità. Ma chi controlla il passaggio delle informazioni?

Opinioni - Accordo Mercedes-Honda, vediamoci chiaro
Accordo Mercedes - Honda, vediamoci chiaro

Tra annunci confermati e smentiti, finalmente in occasione del GP Russia la FIA ha regolarizzato in pochi punti l’aiuto che i tecnici Mercedes possono dare nei confronti della Honda. Proviamo però a capire il contesto in cui è stata varata questa decisione alquanto strana (per usare un eufemismo).

La Federazione, nella settimana che portava al Gran Premio russo, ha comunicato che secondo i suoi calcoli (vai a capire quali...) le prestazioni delle tre power unit principali siano in una forbice massima del 3%, prendendo a riferimento il motore Mercedes. Sono dati che lasciano un po' il tempo che trovano, se non altro per come sono stati ottenuti, tanto è vero che Chris Horner, team manager Red Bull motorizzata Renault, non crede proprio che la casa francese abbia un ritardo prestazionale confinato nel 3%.

Il fatto in questione però riguarda l’altro motorista, tecnicamente ancora non pervenuto dal 2015, anno di ritorno in Formula 1. Talmente è profondo il calvario tecnico della casa nipponica che quest’anno al quarto Gran Premio, Stoffel Vandoorne ha già omologato la quinta power unit su un massimo di 4 per l’intero campionato, considerando che prima il pilota belga e poi Fernando Alonso non sono riusciti a prendere parte rispettivamente alla gara del Bahrein e a quella di Sochi.

L’ammissione (non che ce ne fosse bisogno) del momento di difficoltà degli ingegneri giapponesi sta nel fatto di aver accettato questa sorta di aiuto da parte della casa di Stoccarda. D’altronde, con una mossa un po' politica, la Honda ha fatto sapere che in mancanza di risultati potrebbe rinunciare alla Formula 1 (e allora perché fate accordi con Sauber?, verrebbe da chiedere). Allora la Federazione ha provato a trovare una via di mezzo e i punti messi nero su bianco sono i seguenti:

  1. Condivisione di alcuni fornitori
  2. Cooperazione in alcuni progetti in ambito motoristico
  3. Disponibilità da parte della Mercedes di erogare delle consulenze

A questo vorrei proporvi tre riflessioni. Facendo finta che questo tipo di collaborazione sarà effettivamente così come deciso dalla FIA, andrei dalla Honda e gli direi, in stile prettamente romano quanto segue: e mo' che vuoi? Cioè, hai deciso di entrare in Formula 1, pur sapendo che partivi un anno indietro rispetto ai concorrenti nell’era dei motori ibridi e che quindi gli investimenti da fare “alla cieca” erano enormi. Quindi, (da studente di ingegneria) tanto di cappello per la sfida tecnologica che ti sei messa in casa. Arrivi in Formula 1 nel 2015 con risultati poco gratificanti, visto il ricordo che muovi tra gli appassionati nostalgici di questa competizione, per di più associato ad un team come McLaren. Non riesci a uscirne, e lo posso anche capire, sai? Quante volte abbiamo criticato le regole troppo stringenti in ambito di sviluppo che limitava ad un numero massimo di gettoni da utilizzare in un anno, io per primo; quindi ti do atto che se hai sbagliato un progetto per via di queste regole assurde non riesci a sistemarti durante l’anno. Ok. Va bene. Ma dopo? Non è possibile che in tre anni invece di migliorare sei arrivata al punto che le vetture neanche escono dai box. Per carità, nessuno dice o pensa che il progetto di una Formula 1 sia semplice, nessuno sano di mente può dirlo. Però, sei Honda, non pizza e fichi, rimanendo nel gergale. Però hai deciso di farti un bagno d’umiltà e chiedere aiuto a chi oggettivamente è avanti.

La seconda riflessione riguarda un giudizio di metodo. In questo modo si crea un precedente; in futuro perché non aiutare un altro motorista, oppure perché nell’immediato passato, non si è aiutato Renault, che pure era abbastanza lontano nelle prestazioni? Certo, almeno la macchina partiva, ma allora sono stupidi loro che stanno risalendo la classifica da soli anno dopo anno, aggiornamento dopo aggiornamento?

La terza riflessione, va un po' a contestare la premessa fatta per la prima. Ovvero come avverrà, se è stato previsto, il controllo da parte dell’ente terzo? Chi controlla il passaggio di informazioni? Siamo sicuri che da nessuna delle due parti possa esserci o venire richiesto un aiuto in più per un appoggio politico in altre sedi?

Lungi da me pensare ai complotti, intendiamoci, e, molto sinceramente, mi sembra difficile che Mercedes possa attingere qualcosa dal progetto Honda, come però sarà interessante sapere questo aiuto quanto farà guadagnare alla causa giapponese. Però obiettivamente rimangono delle zone grigie in questo accordo. Staremo a vedere.


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