Dalla Spyker F1 alla sorprendente Force India: curiosità e info su un progetto a lunga durata

La Force India sta ottenendo degli ottimi risultati. Finora non sono arrivati successi, ma potrebbe rivelarsi solamente una questione di tempo. In questo articolo entreremo nel mondo di questa Scuderia per capire i segreti di questo inaspettato momento.

Dalla Spyker F1 alla sorprendente Force India: curiosità e info su un progetto a lunga durata
Photo by "www.formula1.com"

Sahara Force India F1 Team o semplicemente Force India? E' uguale, chiamatela come volete voi perchè abbiamo di fronte una Scuderia molto ben gestita e organizzata. E' di proprietà del magnate indiano Vijay Mallya, del gruppo finanziario Sahara India Pariwar e della famiglia Mol. Secondo la rivista Forbes è la 664ª persona più ricca del mondo, con un patrimonio personale circa 1,5 miliardi di dollari. Nel 2007 ha acquistato la Force India, già presente in Formula 1 con il nome di Spyker F1. Essa è stata una squadra che ha preso parte al campionato 2007, ed è stata creata dalla Spyker Cars dopo l'acquisto della Midland (creata cambiando denominazione alla Jordan Grand Prix). Il cambiamento del nome in Spyker si è accompagnato ad un cambio della livrea delle vetture, che dal rosso e bianco usato dalla Midland, sono passate ad un arancio ed argento, già visto sulle Spyker Spyder GT2-R.

Il magnate indiano Vijay Mallya
Il magnate indiano Vijay Mallya

Dopo aver acquistato e definito gli ultimi dettagli, Mallya e un suo fedelissimo socio olandese iniziarono a stipulare il progetto. L'obiettivo era lanciare la prima scuderia con una forte caratterizzazione indiana nella storia della Formula 1. Sulle due monoposto comparse la bandiera indiana, e anche il team venne iscritto con la stessa nazionalità. La prima stagione (2008) fruttò dei buoni risultati anche grazie al motore Ferrari.

Giancarlo Fisichella alla guida della Force India nel 2008
Giancarlo Fisichella alla guida della Force India nel 2008

La Force India, nel 2009, diventò a tutti gli effetti una Scuderia satellite della McLaren. La Scuderia di Ron Dennis gli fornì motore, cambio e KERS (sistema di recupero dell'energia cinetica). Successivamete arrivarono sponsorizzazioni non utilizzate dal team inglese che diventarono, così, sponsor della Force India. I risultati? Discreti, molto vicini alla sufficienza. Il team ha sfiorato più volta la zona punti, dimostrando anche nelle qualifiche un buonissimo passo. Tante indicazioni positive: progressi in Q2 e Q3, con l'aggiunta della prima e storica pole position conquistata da Giancarlo Fisichella nel Gran Premio del Belgio.

Force India 2009
Force India 2009

Con il passare del tempo, la Force India ha accumulato un importante bagaglio di esperienza che l'ha indirizzata verso i piani alti della Formula1. Cosa "nasconde" la nuova VJM10? L'aspetto estetico è sempre bello da ammirare, ma ciò che rende competitva una vettura è il contenuto. Motore Mercedes, uno dei migliori in circolazione, denominato " AMG High Performance Powertrains V6 Turbo 1.6 cc". E' stata costruita per proseguire l'ottimo lavoro della passata stagione, terminata al quarto posto nel Mondiale costruttori. Il cosiddetto "muso" presenta ai lati delle canalizzazioni per portare il flusso d'aria sotto il nosecone della vettura, con l'obiettivo di massimizzare il flusso d'aria sotto la vettura, per alimentare il fondo scalinato e il diffusore. L'ala anteriore presenta una zona più interna studiata per generare carico aerodinamico e una più esterna necessaria per evitare l'aumento di resistenza all'avanzamento generata dagli pneumatici anteriori. I flap a sbalzo sono composti da 3 elementi direzionati verso l'esterno della vettura e vengono sfruttati per deviare il flusso d'aria esternamente agli pneumatici anteriori. Sull'ala, inoltre, è stato inserito un deviatore di flusso che occupa quasi l'intera lunghezza dell'elemento, con lo scopo di spostare l'aria sopra lo pneumatico anteriore in modo da limitare le turbolenze del flusso d'aria diretto verso il posteriore della vettura, riducendo in parte la resistenza all'avanzamento. L'aspetto aerodinamico ricopre un ruolo di vitale importanza per la gestione del flusso d'aria in arrivo dalla sezione neutra dell'ala anteriore e dalla parte interna dei flap e vanno ad interagire con il grosso vortice creato nella parte interna dei flap superiori dell'ala anteriore. L'interazione tra questi vortici è fondamentale per riuscire a generare correttamente il giusto carico tra parte centrale e posteriore della vettura. Chi è l'artefice di tutto ciò? Andrew Green, ingegniere brittanico che in passato ha avuto l'onore di collaborare con piloti del calibro di Barrichello e Ralf Schumacher.

Anche quest'anno la stagione è iniziata con degli ottimi risultati. Sia Ocon che Perez hanno disputato una buonissima gara a Sochi, permettendo così alla squadra di portare a casa ben 14 punti nella classifica costruttori. Il team ha adottato una buona strategia, effettuando il cambio gomme nel momento giusto. Il risultato? Quarto posto nel Mondiale costruttori, con una vera e ghiotta opportunità di continuare a migliorare visto che le altre scuderie (Williams, Toro Rosso e Renault in primis) non sempre portano a casa delle buone prestazioni. Quest'anno potrebbe rivelarsi quello della definitiva consacrazione, con due piloti giovani e molto talentuosi. Il prossimo step parla spagnolo, e l'obiettivo del team indiano resta quello di continuare a stupire.

Ocon e Perez, attuali piloti della Force India
Ocon e Perez, piloti attuali della Force India