F1, ordini di scuderia - Toto Wolff: "Non faremo come la Ferrari in Austria nel 2002"

Il manager austriaco sul tema ha poi aggiunto: "Bottas non è una seconda guida". Mentre su Vettel ed Hamilton ammette: "Sono i due piloti con più personalità in Formula 1"

F1, ordini di scuderia - Toto Wolff: "Non faremo come la Ferrari in Austria nel 2002"
F1, Ordini di scuderia - Toto Wolf:"non faremo come la Ferrari in Austria nel 2002"

A tenere banco prima dell’inizio del week-end di gara spagnolo è ancora il tema degli ordini di scuderia, argomento interessante, spinoso ma inevitabile soprattutto per quelle che fino ad adesso sono state le due scuderie di vertice del campionato. Infatti a seguito del palese ordine di scuderia dato a Bottas in occasione del GP del Bahrein in favore di Hamilton, si era fatta abbastanza viva la voce che voleva già alla terza gara del campionato il pilota finlandese come gregario del suo plurititolato compagno inglese. Sull’altra sponda, invece, qualche commento malizioso era stato fatto da qualcuno sulla gerarchia in Ferrari, convinti che Vettel sia stato sempre davanti a Raikkonen per una sorta di ordine di scuderia interno non ancora reso pubblico. In Ferrari, anche a detta dello stesso campione tedesco, hanno smentito questa cosa ed hanno ammesso che in realtà non vi è una gerarchia già preordinata anche se molti, a cominciare dai tifosi del campione 2007, stentano a crederlo.

Sul tema è intervenuto oggi il direttore esecutivo di Mercedes, Toto Wolf il quale, interrogato sugli ordini di scuderia, ha sottolineato come la Mercedes non darebbe mai un team order come quello dato dalla Ferrari a Barrichello a Zeltweg nel 2002. Queste le sue parole: “Se faremo come la Ferrari con Schumacher e Barrichello? No, credo fosse un’epoca diversa, una tale brutalità di ordine di scuderia non è nelle nostre intenzioni”. Il riferimento è noto a tutti gli appassionati e tifosi della Ferrari che quel giorno forse, a causa di una gestione dell’ordine di scuderia non proprio esemplare, uscirono un po' attoniti. Fu l’edizione del Gp d’Austria che vide le due Ferrari in prima e seconda posizione, con Barrichello che precedeva Schumacher, su cui il vertice di Maranello puntava per il titolo mondiale piloti. Questo fino all’ultimo giro fin quando, sul traguardo, il brasiliano rallentò vistosamente per far passare per primo sotto la bandiera a scacchi il compagno tedesco. Non proprio una bellissima scena per lo sport.

Ma il manager austriaco ha parlato di diverse cose, a cominciare dal dualismo che si è creato tra Vettel ed Hamilton in campionato, con l’inglese che insegue il tedesco in classifica con 13 punti di ritardo: “Per il Mondiale è una buona cosa che due dei piloti con la più grande personalità della Formula 1 e quasi 100 vittorie in due, siano in lotta per il titolo. È particolarmente emozionante“.

Tornando sul tema degli ordini di scuderia, ha risposto in maniera piccata a chi gli chiedeva se Bottas fosse una seconda guida a tutti gli effetti: “È pazzesco che dopo appena tre gare per qualcuno avesse ricevuto la patente di numero due della squadra, anche per lui è stato un passo rischioso arrivare nella squadra campione del mondo con Hamilton come compagno. Ora dopo 4 gare ha una pole e una vittoria, molto meritata tra l’altro. L’ordine in Bahrain? È una questione controversa, ci possono essere situazioni in cui uno dei due è più veloce per diversi motivi e bisogna ragionare di squadra per vincere la gara”. Su quest’ultimo punto mi viene da spezzare una lancia nei confronti di Wolf, infatti in Bahrein Bottas aveva dei problemi di gestione delle temperature degli pneumatici, soprattutto sulle gomme posteriori e stava mantenendo un passo decisamente lento rispetto al suo compagno di squadra. Quindi in quel caso è stato quasi logico chiedere al finlandese di farsi da parte, visto che non era in condizione di competere col suo compagno e quindi, onde evitare ulteriori problemi, si è optato per quella scelta. 

Infine, Toto Wolff ha parlato anche di Wehrlein, visto che dopo l’annuncio del ritiro di Rosberg si era fatto largo il suo nome per sostituire il campione 2016: “Per sostituire Rosberg abbiamo scelto Bottas perchè aveva più esperienza. Pascal è un pilota più emozionale ed era solo al suo secondo anno di F1, sarebbe stato un po’ un harakiri. Volevamo fare la scelta più razionale, il rischio che Pascal si bruciasse era concreto“.

L’impressione che si ha è che in un campionato che si appresta ad essere combattuto sul filo dei centesimi di secondo, il tema degli ordini di scuderia terrà banco più o meno tutto l’anno, sia in casa Mercedes che in Ferrari. Staremo a vedere come verranno gestiti gli ordini sia da un lato che dall’altro, con la conseguenza certa che i tifosi avranno da ridire o da accettare quale che sia la decisione che le due squadre prenderanno.

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