F1, GP di Spagna - L'analisi

Hamilton sugli scudi, Vettel si trasforma in Messi e dribbla Bottas a 330 km/h. Red Bull ad oltre un minuto, Force India sempre più quarta forza del campionato. Renault ancora a punti con Hulkenberg, così come entrambe le Toro Rosso. Alonso fuori dalla zona punti ma che gara!

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Se la gara di Sochi a detta di molti era sembrata troppo soporifera quella di Barcellona tutt’altro, a cominciare dalle qualifiche.

Ovviamente bisogna partire dal dualismo Ferrari-Mercedes, cominciato sin da prima che le squadra arrivassero in circuito per via di indiscrezioni, foto ed analisi di eventuali aggiornamenti che i big volevano portare al Montmelò. E allora subito la partenza, con Vettel che scatta perfettamente e infila Hamilton, forse grazie alla modifica che da Maranello è stata attuata sul paddle per gestire lo stacco frizione.

Bisogna ammettere che però quando vai in testa ti prendi una sorta di responsabilità, ma siamo sicuri che la strategia di Vettel fosse sbagliata, visto poi il ritmo che Hamilton è riuscito a tenere con le soft? Andiamo per ordine e facciamo un passo indietro, in particolare a quanto visto dalle qualifiche. Infatti, in questo articolo, ho provato a far intendere che visto gli intertempi alti che la Ferrari ha fatto registrare nel T3 sabato, pare che a Maranello abbiano scientemente deciso di dare alla SF70H una configurazione un po’ più scarica rispetto ai diretti rivali, così da avere un buon passo nei primi due settori e soffrire nell’ultimo. Oggettivamente, a vedere la gara, sembra che quanto anticipato si sia verificato, con Vettel che in qualche occasione ha sofferto di overheating alle gomme posteriori, molto sollecitate nell’ultima porzione di circuito. Inoltre, probabilmente, la scelta di questa configurazione ha portato un maggior stress complessivo sulle gomme, che si sono comunque comportate bene nel degrado, ma che non sono bastate per lottare corpo a corpo con la Mercedes. Questo spiegherebbe anche il motivo per cui la Ferrari abbia fatto “troppi” giri sulle gomme medie, rispetto ad Hamilton che invece ha fatto uno stint centrale breve con gli pneumatici a banda bianca, rimettendo per l’ultima parte di gara le soft con cui è riuscito ad essere più aggressivo nei confronti del suo diretto rivale.

Detto questo forse al muretto si sono fatti scappare l’occasione di sfruttare la Virtual Safety Car per provare a copiare Hamilton nella strategia ed essere più aggressivi. Se a questo aggiungiamo il fatto che Bottas ha fatto gioco di squadra, rallentando Vettel, è presto dimostrata la vittoria del pilota inglese della Mercedes.

Questo però non deve far pensare che la Ferrari sia indietro, anzi. Le prestazioni nel passo gara sono più che livellate, con la Mercedes che in sede di soprasso in pista sul tedesco, ha dovuto utilizzare il famoso bottone magico con annesso DRS. A questo bisogna anche aggiungere il problema di affidabilità che ha costretto Valtteri Bottas al ritiro, che fa suonare un campanello d’allarme a Brackley. Alla Ferrari rimane dunque un buon passo gara, la dimostrazione che la Mercedes comunque non sia imprendibile ed un Vettel che con il coltello tra i denti lotta ruota contro ruota con entrambe le Frecce d'Argento, costruendo su Bottas un sorpasso da antologia. Dunque da Barcellona si esce con il quinto atto di una lotta al vertice sul filo del rasoio, aggiudicato ad Hamilton e alla Mercedes.

Inoltre si dimostra una volta di più come le due scuderie di punta facciano “un altro mestiere” rispetto agli altri, Red Bull compresa. Daniel Ricciardo è giunto terzo, solo per via del ritiro della Ferrari di Raikkonen (incidente al via) e della Mercedes di Bottas, staccato di oltre un minuto dal vincitore ed ultimo dei piloti a pieni giri. In Red Bull bisogna ammettere che il super lavoro messo in atto da Adrian Newey abbia fornito alla RB13 un miglioramento della prestazione, pur essendo molto lontana dai primi ma anche inarrivabile per chi seguiva.

Gara consistente anche per le due Force India che, sfruttando il parapiglia alla partenza, riescono a costruire una prova molto solida, conquistando un quarto e quinto posto sicuramente insperati ad inizio week-end, incamerando un buon quantitativo di punti in ottica iridata. Prestazione ancora di rilievo di Hulkenberg che continua nella sua opera di portare a punti la sua Renault ad ogni gara, consistente, senza errori, veramente un ottimo pilota. Sarebbe bello vederlo con un top team. Da sottolineare anche come entrambe le Toro Rosso siano giunte a punti, seppur “aiutate” dal ritiro di una Red Bull oltre a Raikkonen e Bottas.

Anche Pascal Wherlein è stato autore di una ottima gara, riuscendo a concludere con un solo pit stop in ottava posizione, riscattandosi dopo che nei primi appuntamenti del mondiale è sembrato un po’ fuori forma. Questo consente alla Sauber di conquistare i primi punti in campionato e vedremo se questo può portare uno spiraglio alla scuderia elvetica che sta passando un difficile momento di riassetto societario.

Chi invece merita una menzione speciale è Fernando Alonso il quale, pur finendo fuori dalla zona punti, riesce a mettere una gara di sostanza, con l’agonismo che solo l’asturiano riesce a mettere in pista, pur con un deficit di potenza che il motore Honda ancora paga rispetto ai diretti concorrenti. Infatti, dopo la splendida settima posizione conquistata in qualifica, ci aspettavamo almeno la conquista di qualche punto, mancato però a causa del disordine che si è creato in uscita dalla prima esse, che ha fatto perdere molte posizioni all’asturiano. Detto questo, Alonso è riuscito a concludere una gara, togliendosi anche lo sfizio di superare in rettilineo le due Williams. Che Mclaren abbia intrapreso una lunga e difficile risalita? Vedremo.

Dunque questa gara non potrà certo essere annoverata tra le gare noiose ed ha mostrato diversi upgrade in termini di prestazione, un po’ su tutte le vetture. Non ci resta che darci appuntamento tra due settimane, per il Gran Premio di Monaco.

 


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