La Storia del GP di Monaco

Il circuito simbolo della F1, la gara che tutti vogliono vincere, la pista più insidiosa del mondiale. Montecarlo è da sempre l'appuntamento più atteso del campionato e su questa pista sono nate leggende, a partire dai trionfi di Graham Hill, passando per il duopolio Senna-Prost e arrivando al dominio di Schumacher.

La Storia del GP di Monaco
La gioia di Hamilton dopo la vittoria dell'anno scorso

Il sesto appuntamento del mondiale 2017 di F1 si disputerà sullo storico circuito di Montecarlo, nel Principato di Monaco. Questa è la gara simbolo di tutta la F1, ogni pilota vuole vincere su questo circuito e riuscire a trionfare sulle strette strade del Principato vuol dire entrare nella storia della F1. Il gran premio è uno dei più longevi del campionato, visto che era presente già nel 1950, anno in cui si disputò il primo campionato del mondo di F1, ma vanta una tradizione anche più ampia, la prima edizione del GP di Monaco si disputò nel 1929 e anche prima dell'avvento del campionato mondiale di F1 vincere a Montecarlo era considerato un segnale di grande talento e dava grande prestigio. L'edizione del 2017 sarà la settantacinquesima, la sessantaquattresima valida per il campionato del mondo di F1. In 74 gare finora sono riusciti ad imporsi ben 44 piloti diversi e nel corso degli anni questa pista ha visto gare destinate ad entrare nella leggenda.

Già prima del 1950, anno di debutto della F1, il GP di Monaco vide la partecipazione di grandi piloti e tra il 1929 e il 1948, ultima edizione del gran premio prima dell'avvento della F1, si disputarono dieci gare. Tra i grandi piloti del passato riusciti a trionfare in queste occasioni vanno ricordati il campionissimo Tazio Nuvolari, il grande pilota tedesco Rudolf Caracciola, il futuro campione del mondo Giuseppe Farina e Louis Chiron, unico pilota monegasco capace di trionfare nel GP di casa. Nel 1950 il gran premio fu inserito in calendario per la prima stagione del mondiale di F1 e la gara fu una cavalcata trionfale per l'argentino Juan Manuel Fangio, che partì dalla pole, fu sempre in testa, fece segnare il giro più veloce e vinse doppiando tutti. Negli anni successivi il gran premio non si disputò se non nel 1952, in un'edizione non valida per il campionato del mondo, e la F1 tornò a Montecarlo solo nel 1955. La gara fu segnata dal dominio delle Mercedes di Fangio e di Stirling Moss, ma prima l'argentino poi l'inglese ruppero il motore mentre erano in testa lasciando campo libero ad Alberto Ascari. L'italiano però scivolò sull'olio lasciato in pista da Moss e finì in mare in un incidente che fu fortunatamente senza conseguenze. Alla fine vinse il francese Maurice Trintignant, in quella che fu la prima vittoria Ferrari nel principato. L'anno seguente trionfò la Maserati di Moss, partito secondo ma rimasto in testa dall'inizio alla fine. Fangio tornò al successo nel 1957, sempre a bordo di una Maserati, dopo una gara dominata. La gara del 1958 fu ad eliminazione, con vari piloti costretti al ritiro mentre erano in testa, e di nuovo la spuntò Trintignant, stavolta a bordo di una Cooper. La scuderia inglese trionfò anche nel 1959 ma stavolta con Jack Brabham, che poi si sarebbe laureato campione del mondo, mentre nel 1960 l'australiano fu squalificato, lasciando la vittoria nuovamente in mano a Stirling Moss. L'inglese poi riuscirà a ripetersi per l'ultima volta anche nel 1961.

Stirling Moss nel 1961

Nel 1962 Graham Hill dominò la gara ma ruppe il motore a otto giri dalla fine, lasciando la vittoria a Bruce McLaren. Per l'inglese fu una beffa, ma negli anni successivi si rifarà ampiamente, instaurando un dominio personale sul circuito del principato. Nel 1963 la sorte renderà a Hill ciò che gli aveva tolto l'anno prima: l'inglese beneficierà del ritiro di Jim Clark per trionfare per la prima volta a Monaco. Nel 1964 Hill doppiò tutti, nel 1965 si limitò a dare un minuto al secondo e al terzo e a doppiare tutti gli altri. Montecarlo aveva un nuovo padrone: Graham Hill, il primo a riuscire a trionfare per tre volte di fila sulle stradine del Principato. L'inglese conquistò il podio anche nel 1966 e nel 1967, ma non riuscì a vincere: nel 1966 un giovane Jackie Stewart lo battè a pari macchina, nel 1967 la superiorità della Brabham di Denny Hulme lo costrinse ad accontentarsi del secondo posto. Nel 1968 la Lotus di Hill era la vettura più veloce del circus e l'inglese fece la pole per poi tornare alla vittoria dopo una gara condotta in testa quasi per intero, avviandosi a vincere il suo secondo titolo mondiale. Nel 1969 la Matra di Stewart era la vettura di riferimento, ma Hill approfittò dei problemi al motore di colui che a fine anno vincerà il suo primo titolo e trionfò per la quinta e ultima volta sulle strade del principato. I cinque successi di Graham Hill resteranno un record destinato ad essere imbattuto fino all'arrivo di un certo Ayrton Senna.

Graham Hill nel 1961

Nel 1970 a Montecarlo andò in scena una delle gare più belle di quegli anni. Jackie Stewart conquistò la pole e dominò i primi 27 giri di gara ma poi fu costretto al ritiro per un problema al motore, lasciando la vetta della gara a Jack Brabham. Dalle retrovie iniziò la rimonta di Jochen Rindt, che partito ottavo iniziò una serie di sorpassi sulla pista in cui è più difficile sorpassare, riuscendo a scavalcare anche piloti del calibro di Hulme. Brabham davanti intanto aveva accumulato un bel vantaggio ma iniziò a perdere terreno da Rindt. L'austriaco della Lotus riuscì ad arrivare in scia al tricampione australiano all'inizio dell'ultimo giro ma non trovò un punto di attacco. Brabham sembrava avviato alla vittoria ma all'ultima curva commise un errore e finì a muro, riuscendo poi a ripartire e a giungere secondo. Rindt quindi vinse la gara e iniziò la sua scalata in classifica che lo portò a vincere il titolo più triste della storia della F1: l'austriaco morì in un incidente a Monza a fine stagione. Nel 1971 Stewart tornò alla vittoria e dominò la gara. L'anno dopo fu Jean Pierre Beltoise a trionfare a sorpresa sul bagnato: quella a Monaco nel 1972 è l'unica vittoria in carriera del francese. Nel 1973 Stewart vinse di nuovo e mostrò il suo feeling particolare con il circuito monegasco resistendo ai continui attacchi di Emerson Fittipaldi. La gara del 1974 diventò famosissima per l'harakiri Ferrari che costò il titolo mondiale alla scuderia di Maranello. Niki Lauda conquistò la pole davanti al compagno di squadra Clay Regazzoni, con le due Ferrari che sembravano le vetture da battere per tutto il weekend. Al via fu lo svizzero a prendere la vetta davanti all'austriaco. I due piloti della rossa staccarono tutti gli altri e in Ferrari ci si preparò a festeggiare una doppietta finchè a metà gara Lauda non centrò Regazzoni: l'austriaco si dovrà ritirare poco dopo, lo svizzero sarà costretto ad accontentarsi del quinto posto, perdendo punti che poi saranno decisivi per il mondiale. A vincere fu Ronnie Peterson su Lotus.

1974, le due Ferrari davanti durante le prime fasi di gara

Il 1975 fu l'anno della vendetta di Lauda e della Ferrari. L'austriaco conquistò la pole e dominò la gara, allungando sul bagnato e resistendo agli attacchi di Fittipaldi. Per la Ferrari quella del 1975 è solo la terza vittoria a Monaco dopo venti anni di sconfitte. Nel 1976 Lauda bissò l'anno precedente e dominò di nuovo la gara dalla pole. Nel 1977 l'austriaco non centrò il tris per soli nove centesimi di secondo: Jody Scheckter su Wolf dominò la gara a sorpresa ma nei giri finali dovette difendersi dal ritorno di Lauda e dagli attacchi dell'austriaco. Il finale fu in volata e il sudafricano prevalse, come già detto, per soli nove centesimi di secondo. L'anno successivo sul bagnato ci fu un'altra gara ad eliminazione: Lauda ebbe un incidente al via con Reutemann, Watson sbagliò mentre era in testa e Hunt si schiantò nei primi giri: a vincere fu il francese Patrick Depailler su Tyrell. Nel 1979 Scheckter riuscì a bissare la vittoria del 1977: a bordo di una Ferrari dominò la gara dalla pole e ottenne una vittoria fondamentale in quella che fu la stagione in cui vinse il titolo. Nel 1980 Didier Pironi buttò al vento una vittoria certa: a bordo di una Ligier fece la pole e dominò la gara ma si schiantò a pochi giri dalla fine e a vincere fu la Williams di Carlos Reutemann. L'edizione del 1981 divenne presto famosa per il duello tra Gilles Villeneuve e Alan Jones. Nelson Piquet dominò la gara ma a venti giri dalla fine sbagliò e fu costretto al ritiro: Jones e Villeneueve erano in lotta per la seconda posizione da inizio gara con sorpassi e controsorpassi e si ritrovarono a battagliare per la vittoria con il canadese che mise a segno un sorpasso magistralea quattro giri dalla fine, conquistando una delle sue vittorie più famose.

1981, una fase del duello Villeneuve-Jones

Nel 1982 successe di tutto e andò in scena una delle gare più strane della storia della F1, con un finale rocambolesco. Renè Arnoux conquistò la pole e mantenne la prima posizione al via, andando presto in fuga insieme al compagno di squadra in Renault, Alain Prost. Dopo una quindicina di giri però Arnoux sbagliò e fu costretto al ritiro, lasciando campo libero a Prost che andò in fuga solitaria verso una sicura vittoria. Ormai la vittoria del francese sembrava scontata ma a sei giri dalla fine un leggero scroscio di pioggia rese umida la pista. A tre giri dalla fine il primo colpo di scena: Prost, leader incontrastato della corsa, centrò un muro e fu costretto all'abbandono. In testa passò Riccardo Patrese ma dopo solo poche curve andò in testacoda e si ritirò apparentemente. Didier Pironi iniziò l'ultimo giro al comando ma la sua Ferrari si spense sotto il tunnel. La prima posizione fu ereditata da Andrea de Cesaris, ma l'italiano terminò la benzina sempre durante l'ultimo giro. A sorpresa quindi passò in testa Derek Daly, che era staccato di un giro ma era l'unico dei primi ancora in gara. L'irlandese però sprecò le chance di vittoria centrando un muro. Intanto Patrese riuscì a ripartire e tagliò il traguardo, ignaro di quello che era successo e ignaro di aver vinto. La direzione gara ci mise un po' a ricostruire tutto quello che era successo. Celebre nell'attesa la frase di James Hunt, all'epoca commentatore tv: “Ebbene noi siamo in questa situazione ridicola in cui siamo tutti seduti sulla linea del traguardo in attesa dell'arrivo di un vincitore e non ci sembra di averne uno!” Alla fine la direzione gara giustamente assegnò la vittoria a Riccardo Patrese su Brabham, che festeggiò così la prima vittoria in carriera.

1982, Patrese davanti a Pironi

Nel 1983 trionfò Keke Rosberg grazie alla strategia azzardata di partire con gomme slick su una pista umida. Il trionfo del finlandese segna l'inizio di un'epoca: dall'anno successivo inizierà un periodo di dieci anni in cui a vincere sul circuito del Principato saranno due soli piloti: Alain Prost e Ayrton Senna. Nel 1984 sotto il diluvio vinse Prost ma il vero protagonista fu Senna che riuscì a giungere in seconda posizione con la debolissima Toleman dopo una serie di sorpassi spettacolari. La gara fu segnata dalle polemiche per la bandiera rossa che pose fine al gran premio: secondo molti la gara fu interrotta per favorire Prost, che stava perdendo terreno su Senna, ma in realtà la sospensione aiutò proprio il brasiliano, che aveva la macchina danneggiata. Nel 1985 Prost approfittò della rottura di Senna per vincere, mentre nel 1986 dominò la gara dall'inizio alla fine, ottenendo la terza vittoria consecutiva a Montecarlo: il francese divenne il secondo a riuscirci dopo Hill. Nel 1987 Senna vinse grazie al ritiro per problemi al motore di Mansell, con la sorte che gli rese ciò che gli aveva tolto due anni prima. Nel 1988 il brasiliano dominò le qualifiche con quello che definì il giro perfetto ma a pochi giri dalla fine della gara andò a sbattere mentre stava per portare a casa una facile vittoria e a trionfare fu Prost. Nel 1989 Senna non sbagliò e vinse dalla pole un gran premio dominato, facendo il bis sia nel 1990 che nel 1991, dominando in entrambe le circostanze dalla pole. Il brasiliano divenne il terzo pilota a vincere tre volte di fila a Monaco dopo il rivale Prost e Hill. Nel 1992 Senna farà ancora di più: vincerà per la quarta volta di fila e arriverà a cinque vittorie totali a Montecarlo, eguagliando Graham Hill. La gara del 1992 fu un vero capolavoro con il brasiliano che si ritrovò in testa a pochi giri dalla fine grazie ad una foratura di Nigel Mansell: l'inglese tentò in ogni modo di ripassare ma Senna si difese in maniera magistrale. Nel 1993 Senna vinse per la sesta volta a Monaco diventando il pilota più vincente sulle strade del Principato: il brasiliano approfittò di una falsa partenza di Prost, all'ultimo anno di carriera, per dominare la gara. Il record di vittorie di Senna è tuttora imbattuto.

1989, Senna davanti a Prost nelle prime fasi di gara

Nel 1994 si arrivò a Montecarlo dopo la tragica gara di Imola, in cui avevano perso la vita Senna e Ratzenberger. La F1, persi i grandi protagonisti degli ultimi dieci anni, trovò un nuovo padrone che divenne anche il nuovo padrone del Principato di Monaco: Michael Schumacher. Il tedesco della Benetton dominò la gara del 1994 completando anche il Grand Chelem, mentre nel 1995 dovette accontentarsi solo della vittoria. In entrambi i casi comunque Schumacher vinse la gara con una quarantina di secondi di vantaggio sul secondo classificato. Nel 1996 il tedesco, passato in Ferrari, conquistò la pole e si candidò al tris. In gara però, sotto al diluvio, successe di tutto: al via prese la vetta Damon Hill mentre ben sei piloti si schiantarono nel corso del primo giro e furono costretti al ritiro, la vittima più illustre fu proprio Schumacher. Tra altri errori e problemi tecnici la gara perso molto presto altri cinque piloti, tra cui Berger che era in lotta per la vittoria. A metà gara Hill era in fuga ma ruppe il motore e fu costretto al ritiro. In testa passò Alesi ma a quindici giri dalla fine ruppe una sospensione e fu costretto all'abbandono. Nei giri finali della gara ci furono altri grandi incidenti: Hakkinen, Irvine e Jacques Villeneuve furono costretti all'abbandono. Alla fine a vincere fu il francese Olivier Panis, alla sua prima e unica vittoria, dopo una gara tutta all'attacco e piena di sorpassi, vinta grazie anche ad un pizzico di fortuna. Al traguardo giunsero solo quattro vetture. Nel 1997 fu di nuovo la pioggia la grande protagonista ma stavolta Schumacher non sbagliò: il tedesco partì secondo ma prese subito la vetta e vinse con un minuto di vantaggio su tutti gli altri, in una gara con sole dieci vetture all'arrivo. Nel 1998 Schumacher fu costretto al ritiro per incidente, ma il tedesco in ogni caso non fu mai in lotta per la vittoria: Mika Hakkinen su McLaren vinse, riuscendo a realizzare il Grand Chelem. Nel 1999 il tedesco si riprese il Principato: scattò dalla seconda posizione ma prese subito la vetta per poi non lasciarla più e vincere con mezzo minuto su tutti gli altri. Nel 2000 invece Schumacher venne beffato da un problema tecnico, dopo aver conquistato la pole e aver condotto quasi tutta la gara. Il tedesco si ritirò e vinse lo scozzese David Coulthard. Il pilota della McLaren fece la pole nel 2001 ma, con il motore spento nel giro di ricognizione, lasciò campo libero a Schumacher che vinse per la quinta volta in carriera a Montecarlo. Sarà l'ultima vittoria del tedesco nel Principato e, ad oggi, la Ferrari non ha più vinto a Monaco da quella gara.

2001, Schumacher si avvia a vincere per la quinta volta a Monaco

Nel 2002 fu nuovamente David Coulthard a pescare il jolly e a trionfare: lo scozzese della McLaren vinse grazie ad una difesa ad oltranza su Schumacher nonostante problemi al motore. Nel 2003 a trionfare fu Juan Pablo Montoya su Williams. Il colombiano sfruttò un'ottima partenza e un overcut per tagliare il traguardo davanti a tutti. Nel 2004 la Renault riuscì finalmente a vincere a Montecarlo, dopo anni di delusioni. Fu l'italiano Jarno Trulli, alla prima e unica vittoria in carriera, che colse la prima vittoria per la scuderia francese sulle strade del principato, aiutato anche da un incidente tra Montoya e Schumacher. Nel 2005 la McLaren tornò alla vittoria grazie al finlandese Kimi Raikkonen che vinse dalla pole davanti alle due Williams, in una gara segnata dal duello tra Alonso, Heidfeld e Webber, con lo spagnolo ad avere la peggio e da un clamoroso incidente che bloccò la pista per una quarantina di secondi. Fernando Alonso e la Renault si rifaranno l'anno successivo cogliendo la prima vittoria a Montecarlo. La gara del 2006 fu segnata dalle polemiche per la retrocessione di Schumacher dalla pole all'ultima posizione in griglia. Il tedesco fu accusato di aver causato volutamente una bandiera gialla durante il giro veloce di Alonso in qualifica. In ogni caso il pilota della Ferrari animò la gara con una bella rimonta che lo portò nella top five. Nel 2007 Alonso, passato in McLaren, vinse ancora davanti al compagno di squadra Lewis Hamilton. La gara di Monaco segnò l'inizio della rivalità tra i due dopo l'ordine dato all'inglese di non attaccare lo spagnolo. Nel 2008 Hamilton riuscì a vincere in una gara segnata dalla pioggia. L'inglese colpì un muro nella prima fase di gara e fu costretto ad anticipare la sosta ai box: strategia vincente che gli fece sorpassare il poleman Felipe Massa, autore anche di un lungo in curva 1 che gli costò la posizione anche sul polacco Robert Kubica. Nel 2009 vinse Jenson Button dalla pole, con la Brawn GP che fece doppietta, mentre nel 2010 sarà la Red Bull a fare uno-due con Mark Webber davanti a Sebastian Vettel. Nel 2011 il tedesco vincerà la gara dopo una difesa magistrale dagli attacchi di Alonso e Button, che provarono a passare il tedesco per oltre metà gara. Nel 2012 vinse di nuovo Webber su pista umida, con i primi sei racchiusi in soli sei secondi in una gara molto piacevole.

2011, il duello tra Vettel, Alonso e Button

Nel 2013 iniziò un nuovo periodo di dominio a Montecarlo, dopo un decennio con vari piloti capaci di vincere ma nessun dominatore. Il tedesco Nico Rosberg, cresciuto proprio a Montecarlo sin da bambino, iniziò un ciclo di trionfi dopo una serie di duelli con il compagno di squadra in Mercedes, l'inglese Lewis Hamilton. Il tedesco partì dalla pole nel 2013 e riuscì a mantenere la vetta per tutto il gran premio, nonostante ogni suo tentativo di fuga fosse vanificato da ingressi della safety car. Hamilton, partito secondo, invece finì quarto per colpa di una strategia sfortunata. Nel 2014 il gran premio di Monaco fu segnato dalle polemiche tra Hamilton e Rosberg. Il tedesco andò a sbattere in qualifica durante il giro veloce dell'inglese e causò una bandiera gialla, conquistando così la pole. Hamilton chiese una retrocessione di Rosberg simile a quella di Schumacher nel 2006, ma la direzione gara assolse il tedesco che in gara dominò e vinse per la seconda volta consecutiva. Nel 2015 Hamilton fece la pole e dominò per oltre 60 giri poi però entrò una safety car per l'incidente di Max Verstappen e l'inglese sbagliò strategia pittando una volta in più degli avversari, finendo in terza posizione. Ad approfittarne fu Rosberg che vinse per la terza volta consecutiva nel Principato: quarto pilota a riuscirci dopo Hill, Prost e Senna. Nel 2016 le cose andarono in maniera differente: in pole Daniel Ricciardo, davanti a Rosberg ed Hamilton. In gara il diluvio e vari piloti fuori, mentre davanti Ricciardo scappò e Hamilton non riuscì a passare il compagno di squadra, con problemi tecnici. L'inglese riuscì a passare grazie ad un ordine di scuderia e si mise a caccia dell'australiano. Hamilton decise di fare una sosta in meno del rivale della Red Bull e si ritrovò davanti. Nel giro in cui l'inglese montò le gomme da asciutto, però, Ricciardo allungò e pittò con un vantaggio sufficiente per rimanere davanti. Ai box però il team austriaco combinò un disastro e Hamilton tornò davanti. Ricciardo provò in ogni modo a ripassare ma Hamilton si difese, con manovre al limite ma comunque corrette. L'inglese trionfò per la seconda volta sul principato dopo una gara stupenda, animata anche dal duello per il podio tra Perez e Vettel. Nel 2017 Hamilton vorrà sicuramente vincere di nuovo e diventare il nuovo padrone del Principato, ma Vettel e Raikkonen cercheranno di far tornare la Ferrari alla vittoria dopo 16 anni. Sempre che, come è accaduto varie volte in passato, non sia un outsider a trionfare.

2015, Rosberg prende la vetta a sorpresa e vince per la terza volta di fila

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