F1 - Lorenzo Sassi lascia la Ferrari

Il capo progettista delle power unit di Maranello viene chiamato dal Presidente Marchionne a dirigere un progetto in FCA. Il direttore tecnico Binotto ora dovrà distribuire le deleghe, Sebastian Vettel in conferenza colto di sorpresa: "Dovete chiedere a chi sta più in alto di me"

F1 - Lorenzo Sassi lascia la Ferrari
F1 - Lorenzo Sassi lascia la Ferrari

Nella mattinata di oggi, giorno di apertura ufficiale del week-end del Gran Premio d’Austria, nona prova del mondiale di Formula 1 2017, è arrivata una notizia a dir poco inaspettata in particolare nel mondo ferrarista.

Lorenzo Sassi, capo progettista per le power unit della Ferrari, ha lasciato l’incarico per precisa indicazione di Sergio Marchionne. Il motivo, secondo indiscrezioni che arrivano da Maranello, va ricercato nella volontà del Presidente di impiegare l’ingegnere italiano su un progetto importante in FCA. L’immediatezza della decisione ha colpito anche Sebastian Vettel, impegnato nella conferenza stampa delle 15:00 di oggi in vista della gara di questo fine settimana, il quale alla domanda proveniente dalla platea dei giornalisti non ha potuto far altro che rispondere: “Non so bene, ma credo che la domanda vada posta a chi è più alto di me”

Sarà interessante sapere come verrà gestita questa importante mancanza a Maranello, visto che l’ingegnere toscano e il suo gruppo di lavoro sono tra i principali artefici dell’enorme recupero prestazionale della SF70H nei confronti della concorrente W08, in particolare in ambito motoristico. Oltre a questo, a Lorenzo Sassi va riconosciuto l’enorme sviluppo programmato per la stagione, in particolare per il nuovo motore atteso a Silverstone, il terzo dell’anno, che presenterà delle importanti novità tecniche, come i pistoni in lega di acciaio e l’iniettore a doppia ancora. Queste novità dovrebbero consentire al V6 del Cavallino di arrivare a 400 bar in camera di combustione, favorendo un sensibile aumento di potenza.

Va detto che il tempismo non è dei migliori, sia da un punto di vista del programma di sviluppo come anticipato sopra, sia per la battaglia tecnica e sportiva di cui la Ferrari è protagonista grazie soprattutto al lavoro dei motoristi. Per carità, un manager come Marchionne se ha deciso così è perché vede in Sassi una competenza di rilievo, evidentemente il progetto in cui sarà impegnato in FCA non sarà certo poca cosa rispetto al campionato del mondo di Formula 1.

Quello che però è ancor più sicuro è che questa situazione di “instabilità” non ci voleva a Maranello. Sulle spalle del Direttore Tecnico Mattia Binotto, adesso, c’è la responsabilità di gestire l’accaduto, distribuendo le deleghe, facendo in modo che questa perdita non intacchi quanto di buono la SF70H dovrà ancora dimostrare.

 

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