Formula 1 - Gran Premio Ungheria: Ricciardo sfreccia in PL1. Raikkonen secondo, Vettel sonnecchia

Gran tempo del pilota australiano, evidentemente a suo agio sull'Hungaroring. Più staccati Kimi e Hamilton, Seb sesto preceduto anche da Verstappen e Bottas. Crash per Giovinazzi.

Formula 1 - Gran Premio Ungheria: Ricciardo sfreccia in PL1. Raikkonen secondo, Vettel sonnecchia
Formula 1 - Gran Premio Ungheria: Ricciardo sfreccia in PL1. Raikkonen secondo, Vettel sonnecchia

È Daniel Ricciardo il pilota più veloce nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di Ungheria, undicesima prova del campionato del mondo di Formula 1 2017. L'australiano al volante della sua Red Bull è riuscito a ottenere il miglior tempo in mattinata, ottenendo subito buone sensazioni in vista sia della seconda sessione di prove in programma come di consueto nel primo pomeriggio, sia per il proseguio del weekend dell'Hungaroring, con una buona posizione nelle qualifiche che diventa a questo punto un obiettivo più che concreto per la scuderia austriaca. Ottimo il crono 1'18''486 fatto segnare da Ricciardo, il quale ha staccato di due decimi e mezzo Kimi Raikkonen, apparentemente a proprio agio con il circuito magiaro e autore della seconda migliore prestazione in questa sessione che inaugura un weekend cruciale anche per lo stesso finlandese, non esattamente esaltante nella prima metà della stagione nonostante gli attestati di stima in casa Ferrari. Terza posizione e podio virtuale completato da Lewis Hamilton. Sono quattro i decimi di ritardo per il vincitore di Silverstone rispetto al miglior tempo della sessione, ma l'impressione data dal pilota inglese è che il meglio debba ancora essere messo in mostra dalla sua Mercedes, sia nel giro secco che nella simulazione del passo gara.

Non è stata una sessione esaltante per Sebastian Vettel. Il titolare della prima casella nella classifica iridata si è fermato solo in sesta posizione, a oltre un secondo di ritardo dal tempo fatto segnare da Ricciardo. Com'è spesso accaduto in questa stagione, però, il tedesco ha deciso di sonnecchiare un po' nella prima sessione di prove libere, provando a testare soprattutto la propria Ferrari in alcune porzioni della pista ungherese e cercando di fare un breve stint di simulazione di passo gara. In ogni caso, capiremo meglio nella seconda sessione qual è lo stato di salute di 'Gina'. Così, in quarta posizione troviamo un Max Verstappen che però paga quasi sette decimi rispetto al compagno di scuderia. Era apparso particolarmente pimpante e spigliato il giovane pilota olandese, al momento dell'arrivo in Ungheria con il suo team, e in attesa di capire se il suo ritmo potrà crescere già durante il pomeriggio con la PL2, intanto il figlio di Jos si piazza davanti anche a Valtteri Bottas, che è quinto. Il finlandese ha a lungo guidato la classifica nella prima metà, salvo poi restare a guardare ai box prima di tentare qualche giro in previsione della gara di domenica. Tuttavia, resta il distacco di circa quattro decimi che Hamilton gli ha rifilato.

Da segnalare, alle spalle dei sei piloti più attesi del weekend magiaro, l'ottima prestazione di squadra di una McLaren che sembra aver trovato qualcosa di buono fin dai primi giri percorsi all'Hungaroring. Settima posizione in PL1 per Fernando Alonso, il quale resta davanti a Stoffel Vandoorne per appena 18 millesimi, ma con entrambi i piloti che dimostrano un certo feeling tra le loro vetture e la sinuosità della pista ungherese. Tanto che entrambe le vetture della scuderia di Woking hanno tenuto dietro un pilota in palla come Nico Hulkenberg, nono davanti al compagno di scuderia Joleon Palmer: c'è molta pressione addosso al pilota britannico, vista soprattutto la presenza qui a Budapest di Robert Kubica, e lo si è visto anche nell'errore commesso a pochi minuti dalla bandiera a scacchi. Un errore lo ha commesso anche il nostro Antonio Giovinazzi, il quale ha disputato la sessione a bordo della Haas, prima che in PL2 torni al volante Kevin Magnussen. Pochi giri completati dal pilota italiano prima del contatto con le barriere che lo hanno di fatto tolto dai giochi abbastanza rapidamente.

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