F1 - Ghiotto: esordio da maratoneta e tante buone impressioni

Il driver italiano, alla prima esperienza su una vettura di F1, ha destato una buonissima impressione ai tecnici, specialmente in casa Williams, dove ha svolto una mole di lavoro degna di un veterano

F1 - Ghiotto: esordio da maratoneta e tante buone impressioni
F1 - Ghiotto: esordio da maratoneta e tante buone impressioni

Ci si aspettava molto da Luca Ghiotto nei due giorni di test in Ungheria e il pilota italiano ha risposto presente. Sceso in pista durante il Day2, è stato il maratoneta dei test, ha completato 161 giri, durante i quali ha svolto un programma che, in molti, hanno definito da driver esperto. Infatti, i tecnici del team inglese hanno affidato a Luca il compito di sviluppare alcune componenti tutte nuove, che verranno utilizzate sulla FW40 nella seconda parte di stagione. 

Un lavoro che ha sorpreso tutti, perché svolto bene, anche con una precisione da veterano. Se c'è un rimpianto, probabilmente, è quello di non aver potuto ottenere un tempo di rilievo, poiché Ghiotto ha dovuto svolgere tanto lavoro sporco, con gomme Soft e vettura carica di carburante, a differenza di molti suoi giovani colleghi, che hanno girato con mescole SS o US, così da trovare la miglior prestazione. 

Una pecca che, però, non sminuisce il lavoro del pilota. Alla fine, per lui, giusto un piccolo rammarico: "La giornata è stata bellissima, se proprio voglio trovare un difetto è stata l’impossibilità di girare con l’unico set di supersoft che avevo a disposizione. Appena sono uscito dalla pit-lane ho visto le bandiere rosse e… amen”.

Per il resto, Ghiotto è rimasto sorpreso da alcune cose e da altre meno, come lui stesso spiega: "Si, sono stato sorpreso da alcune cose e meno da altre. Il motore, ad esempio, non mi ha stupito come l’aerodinamica! Giro dopo giro avevo la sensazione di essere vicino al limite, ma quando osavo di più capivo che ce n’era ancora! Devo dire che anche la mole di lavoro che il team mi ha affidato mi ha stupito non poco, 160 giri in un giorno non è certo poca cosa. La squadra aveva un programma molto intenso, che includeva prove di affidabilità di nuove componenti”.

Ghiotto è molto fiducioso, anche perché è stato il pilota a percorrere più giri. 161 per la precisione, che corrispondono a più di due Gp d'Ungheria. Il driver veneto non ha girato a vuoto, anzi. Un lavoro perfetto il suo, che gli ha dato fiducia e ha soddisfatto anche i tecnici: "Sono stato il pilota che tra il primo e il secondo giorno ha completato il maggior numero di giri e la squadra mi ha affidato tante cose da sviluppare. Tutto questo mi ha fatto capire che posso svolgere un lavoro da pilota di F.1 e se una squadra come la Williams si è fidata di me, vuol dire che ha avuto fiducia. La squadra ha deciso di provare cose completamente nuove in vista delle prossime gare, e non ho avuto problemi nel sentire il comportamento della monoposto. All’inizio però erano cambiamenti importanti, corposi. Quando invece vengono fatte delle modifiche di minimo impatto, sicuramente diventa tutto più complicato. In ogni caso, riuscivo a sentire quello che cambiavano, il mio resoconto corrispondeva con ciò che gli ingegneri si aspettavano e direi che è andato tutto per il verso giusto”.

Dal punto di vista fisico, Ghiotto ha mostrato una tenuta considerevole, poiché non si è fermato quasi mai, se non per la pausa di mezza giornata: "Sono veramente sorpreso della mia resa perché 161 giri sono due GP e penso nella mia carriera di non aver mai percorso più di 100 tornate. È una macchina molto fisica, ma il power steering aiuta molto. E per questo sono riuscito a portare a termine tutti i giri senza particolari sofferenze”.

Il momento più complicato è stato l'inizio, poiché si è dovuto abituare a tante novità, a partire dal cambiamento del carico aerodinamico, che veniva modificato ad ogni run: "È stata la cosa più difficile. Quando devi fare un giro spinto e poi rallentare per far raffreddare le gomme, è difficile essere costanti. I primi long-run non sono stati semplici sul fronte della costanza, ma dopo due tre simulazioni sono riuscito a trovare il ritmo giusto”.

Una prestazione che ha lasciato di stucco molti ingegneri, come Ghiotto stesso sottolinea: "Sono rimasti colpiti dal fatto che sono riuscito a completare così tanti chilometri senza problemi e a fornire le indicazioni necessarie. Spero quindi che tutti questi complimenti e i tempi ottenuti nel turno del mattino con le supersoft, possano portare a qualcosa per il futuro”.

Ora che l'obiettivo di salire su una F1 è stato raggiunto, quale può essere un nuovo traguardo per il vicentino? Ghiotto non si espone e spera nella chiamata della Williams, che è rimasta soddisfatta dalle sue capacità: "Questo obiettivo è stato raggiunto, una 2017 è qualcosa di fantastico. Il prossimo sogno? Avere un ruolo in un team. La Williams? Al momento la squadra non ha un pilota emergente in un ruolo interno e spero mi si dia la chance di fare altri test in futuro. Diciamo che vado a casa tranquillo”.


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