Vavel, un'idea

Cosa si cela dietro al progetto Vavel? Dove nasce, come si sviluppa, un'idea capace di rivoluzionare il giornalismo online.

Sei anni, dal primo mattone, sei anni dal primo gesto, folle, sconsiderato, geniale, futuristico. Il primo click, il primo input al progetto Vavel. Dalla Spagna l'idea, la convinzione, il sogno. Arrivare dal basso, cambiare le gerarchie, costruire qualcosa di diverso. Vavel nasce dal nulla e dal nulla trae forza, la forza di essere qualcosa di unico, perché senza pareti a cui appoggiarsi, senza appigli a cui rivolgersi nei momenti difficili, senza cuscini in cui riposare dopo scontri duri con la realtà.

L'idea, diversa. L'idea di poter emergere nelle palude del giornalismo, con il talento. La qualità come componente prima, l'orgoglio di una passione, il sogno come filo conduttore. Vavel è cuore e testa, piacere e gruppo. Insieme in un cammino, oggi ancora lungo e tortuoso, ma più bello. Vavel è esplosione, di sentimenti, di opinioni, di eleganza, di rabbia. Un concentrato, un frullato in continua evoluzione.  

Dalla Spagna all'Italia, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, per giungere in Arabia, un viaggio senza meta, una macchia che si disperde fino a coprire luoghi sconosciuti. Il filo conduttore è il giornalismo, il motore è l'amore per un mestiere affascinante, il fine ultimo è raccontare lo sport senza catene, senza imposizioni dall'alto, senza preclusioni. 

Non c'è paura, c'è libertà, non c'è una guida che opprime e occlude, c'è un sentore di verità, un profumo di novità, un vento di cambiamento. Scorre Vavel, scorre e non si ferma. Inciampa e riparte, gettato indietro, il corso trova nuova linfa, forza nuova, sono ragazzi che si sposano per un obiettivo, per inseguire un orizzonte diverso. 

Un'idea che con le difficoltà si confronta, ne trae giovamento per uscire più forte, un movimento che si interroga e migliora, rifiuta quell'odore di stantio che emerge un pò ovunque, quella certezza della poltrona oltre il merito. Correre a perdifiato, imparare, evolversi, capire, studiare, fermarsi no. Fermarsi è lasciare un sogno, perdere la via, cedere il passo al sogno, invece di camminare fianco a fianco. 

Vavel, un'idea, senza confini. 


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