Il pagellone della Moto 2 2016

Voti e giudizi sui protagonisti della stagione 2016 di Moto 2. Zarco nella storia. Buona stagione per Morbidelli, Luthi e Nakagami. Bocciati Lowes e Alex Marquez.

Il pagellone della Moto 2 2016
Il pagellone della Moto 2 2016

Il mondiale 2016 di Moto 2 ha visto Johann Zarco diventare per la seconda volta campione del mondo, vincendo la concorrenza di Luthi, Rins, Morbidelli e Lowes. Questi sono i miei voti per i protagonisti del mondiale.

 

Johann Zarco (Ajo Motorsport): voto 10

Ha vinto sette gare, è salito altre tre volte sul podio e nelle restanti otto gare è quasi sempre riuscito a fare il massimo (ha fatto errori solo in Francia e a Silverstone, mentre in Australia è stato incolore). Ha meritato ampiamente il titolo: è stato il più veloce sull'asciutto e sul bagnato ed è stato anche il più furbo tra i pretendenti al titolo e il migliore nei duelli. Adesso lo attende il passaggio in MotoGP, dove correrà con il team Tech 3. Ha tutte le potenzialità per fare bene ed è ancora abbastanza giovane.

 

Thomas Luthi (Interwetten): voto 9

Non aveva la moto più competitiva del circus, non era il pilota più veloce del mondiale eppure alla fine si è dovuto arrendere solo a Zarco, terminando in classifica davanti ai ben più quotati Rins e Lowes. Ha vinto quattro gare, mostrando che nel corpo a corpo è un pilota difficile da sconfiggere. Ha colto tutte le occassioni che gli si sono presentate e ha ottenuto davvero il massimo possibile. Gli unici nei della sua incredibile stagione sono state le cadute ad Assen (dove era in pole) e in Germania, mostrandosi non molto a suo agio sotto la pioggia. L'anno prossimo sarà il favorito per quello che potrebbe essere il suo secondo titolo, a dodici anni di distanza da quello che vinse in 125 nel 2005.

 

Franco Morbidelli (EG 0,0 Marc VDS): voto 8,5

Era il pilota italiano più promettente della Moto 2 e aveva per la prima volta in carriera una moto competitiva. Doveva dimostrare tanto e lo ha fatto. Ha fatto una stagione davvero bella, con l'unica pecca di non essere riuscito a vincere neanche una gara. 8 podi e 16 piazzamenti a punti su 18 gare però sono un bottino niente male, peccato per il terzo posto in classifica, sfumato per un solo punto. Ha stravinto il confronto con il compagno di team Alex Marquez (213 punti a 69) ed è stato il pilota più costante di tutta la Moto 2 (più di Zarco e Luthi). Dove può migliorare: nel corpo a corpo. L'anno prossimo può e deve lottare per il titolo.

 

Alex Rins (Paginas Amarillas HP 40): voto 6

Per uno che partiva con l'obbiettivo di vincere il mondiale, e che ne è stato anche leader, il terzo posto in classifica è una grossa delusione. Troppi, troppi errori e poca lucidità hanno rovinato la stagione del pilota spagnolo. Grave l'errore in Germania, gravissimo quello in Giappone, imperdonabile quello in Australia. La velocità per vincere il titolo c'era tutta, ma Rins non si è dimostrato pronto. E sono quattro anni di fila che Rins è super competitivo ma poi non vince nulla. Due vittorie e molti podi gli valgono una sufficienza, ma niente di più. Ora andrà in Moto GP e avrà la Suzuki, quindi è obbligato a fare bene. Chissà che a fine carriera non ripensi al 2016 come alla grande occasione sprecata.

 

Sam Lowes (Federal Oil Gresini): voto 4,5

Per Lowes potremmo fare in linea di principio lo stesso identico discorso che abbiamo fatto per Rins. Ci sono due differenze che giustificano l'insufficienza: Lowes ha numeri peggiori di Rins (meno podi e molti meno punti) e le cadute. Un pilota che inizia la stagione dicendo che punta al titolo non può cadere sette volte su 18 gare (e solo una volta è stato incolpevole). Lowes cade troppo (e guardando i numeri ci si accorge che peggiora ogni anno invece di migliorare) e finchè non migliorerà sotto questo aspetto non potrà mai diventare un buon pilota, nonostante le potenzialità ci siano tutte. Nel 2017 sarà sull'Aprilia in Moto GP, speriamo che possa finalmente trovare continuità.

 

Takaaki Nakagami (Honda Team Asia): voto 8

Dopo essere stato per anni il pilota che prometteva tanto e combinava poco, finalmente nel 2016 abbiamo visto un Nakagami davvero in forma. Prima vittoria della carriera e molti podi lo hanno consacrato tra i big della Moto 2. È stato veloce ed è stato costante (anche lui 16 volte su 18 a punti), ma soprattutto ha dimostrato di non aver paura di nessuno. È sempre stato molto duro in pista nel corpo a corpo senza mai cadere in scorrettezze. Ah, e tra i primi otto della classifica era quello con la moto peggiore. È tra i tre piloti (salvo sorprese) che si giocheranno il titolo l'anno prossimo.

 

Jonas Folger (Dynavolt Intact GP): voto 6

Altro pilota da cui quest'anno ci si aspettava qualcosina in più. Nonostante abbia fatto quattro punti e qualche podio in più rispetto all'anno scorso, ha vinto una gara in meno e ha peggiorato la sua posizione in classifica. È sembrato più a suo agio sul bagnato che sull'asciutto. I numeri sono da sufficienza, ma non ha mostrato la crescita che avrebbe dovuto mostrare. Prima della stagione si diceva anche potesse inserirsi nella lotta Zarco-Rins-Lowes per il titolo, purtroppo ha sprecato troppe occasioni per poter pensare di lottare per qualcosa di importante e poi ha chiuso la stagione in calando. L'anno prossimo andrà in Moto GP e si troverà un compagno di squadra molto scomodo (Zarco). Deve invertire il trend.

 

Lorenzo Baldassarri (Forward Racing): voto 8

Ha fatto la stagione che doveva fare. Dopo un inizio difficile a causa di un infortunio, ha reagito alla grande ed è stato costantemente tra i primi. La moto non era delle migliori, ma lui è riuscito ad ottenere uno splendido podio al Mugello, ma soprattutto la prima vittoria della carriera a Misano. Ha mostrato di saper guidare bene in tutte le condizioni e di non tirarsi indietro quando si tratta di duellare. Commette ancora qualche errore di troppo ma è molto giovane ed ha tutto il tempo di migliorare. Uno dei più bei prospetti del motociclismo italiano.

 

Simone Corsi (Speed Up): voto 7,5

Dopo l'infortunio del 2014 e un 2015 deludente non era facile rimettersi in gioco alla grande come ha fatto Simone Corsi. La Speed Up non è stata sicuramente la moto migliore del mondiale, ma il pilota romano è riuscito ad ottenere due podi (e per poco in Francia non vince) e tanti piazzamenti che gli hanno consentito di terminare la stagione nella top ten. Peccato perchè la sua stagione poteva essere ancora migliore senza qualche caduta di troppo. Simone ha almeno altri cinque anni di carriera a buon livello. La strada per poter arrivare tra un paio d'anni a giocarsi il titolo è quella giusta.

 

Mattia Pasini (Italtrans): voto 7

La sua miglior stagione dal 2009. Non ha fatto nulla di eccezionale ma va premiato il fatto che con una moto non delle migliori sia riuscito ad arrivare undicesimo in classifica, dopo anni e anni di performance incolori. Davvero un peccato che non sia riuscito a salire sul podio (che manca da Misano 2009), perchè avrebbe fatto tanto morale, sicuramente ha battuto una buonissima occasione in Australia. Davvero veloce sul bagnato, sull'asciutto gli è mancato qualcosina. Nei prossimi anni può ancora dire la sua in una gara singola, specie se si correrà sul bagnato.

 

Alex Marquez (EG 0,0 Marc VDS): voto 3

Ha rovinato la sua gara con una caduta ben undici volte. Undici volte su diciotto. È un lontano parente del pilota che nel 2014 vinse il titolo in Moto 3 ed entrò nella storia insieme al suo ben più famoso fratello Marc come prima coppia di fratelli a diventare entrambi campioni del mondo nel motomondiale. Si parlava addirittura di un suo passaggio nel team Honda HRC nel 2017. Alex invece poi ha trascorso i due anni successivi a cadere quasi ogni gara in Moto 2. Ed è un peccato perchè quest'anno (a differenza dell'anno scorso) ha fatto vedere che può essere molto competitivo. Ed è per questo che le sue cadute sono ancora più gravi. Il podio di Aragon non salva una stagione disastrosa.

 

Danny Kent (Leopard Racing): voto 3

Questo pilota l'anno scorso ha vinto un campionato del mondo (in Moto 3). Quest'anno ha fatto 35 punti. È vero era in un team al debutto, ma da un pilota che aveva già corso in Moto 2 (nel 2014) ci si sarebbe aspettato molto di più, specie dopo una prima gara trionfale. È caduto sette volte in gara e una volta nelle prove rimediando un infortunio che gli ha fatto poi saltare la gara. E questo da uno che era campione del mondo in carica è inaccettabile. Le cose vanno ancora peggio se si fa un confronto con il compagno di squadra Oliveira: era rookie, ha saltato diverse gare per infortunio e ha fatto una stagione deludente ma nonostante questo lo ha battuto. Nel 2017 deve assolutamente cambiare qualcosa.

 

Miguel Oliveira (Leopard Racing): voto 4,5

Discorso molto simile a quello fatto per il suo compagno di squadra Kent, ma il pilota portoghese ha qualche attenuante in più, che però non cancella il fatto che la sua sia stata una stagione deludente. Troppe cadute (di cui gravissima quella a Jerez, con cui ha buttato via la possibilità di un grande risultato) e prestazioni molto al di sotto delle attese. Era un rookie su un team al debutto, questo è vero, ma poteva fare di più. Di poco valore il fatto di aver battuto il compagno di squadra. L'anno prossimo avrà una grande occasione con il team Red Bull KTM. Deve assolutamente battere Brad Binder (cosa che a pari moto riuscì a fare l'anno scorso). Questa volta però non sarà facile.

 

Luca Marini (Forward Racing): voto 5,5

Guardando la classifica e il confronto con il compagno di squadra Baldassarri la sua sembrerebbe un'annata disastrosa. Eppure bisogna fare delle considerazioni: non è mai facile correre se sei parente di qualche pilota famoso, figurati se sei il fratello di Valentino Rossi; Luca ha corso da rookie ed è uno dei piloti più giovani della Moto 2. E poi ogni tanto qualche buona prestazione l'ha fatta vedere, ma spesso ha pagato la sua inesperienza e ha commesso errori. Per questo il mio giudizio su questo pilota è sospeso e l'anno prossimo potremo valutare meglio il suo effettivo valore e le sue potenzialità.

 

Non posso non chiudere non ricordando Luis Salom. Non stiamo a parlare di quelle che sono state le sue prestazioni (comunque davvero buone) nelle poche gare che ha corso. Purtroppo il motorsport è pericoloso e per quanto la sicurezza possa fare passi da gigante non si riuscirà mai ad eliminare del tutto il rischio. Voglio ricordare Luis come un ragazzo di 25 anni che è morto facendo quello che amava, che è morto inseguendo quello che era il suo sogno ed è giusto che ci abbia provato, consapevole dei rischi che correva. Il 39 ha lasciato un vuoto sulla griglia e mancherà a tutti. Buon viaggio Mexicano.


Share on Facebook