MotoGP, Rossi e l'arte del contropiede

Il pesarese si dimostra ancora una volta maestro di ribaltoni, scatenandosi al momento topico. Ora il "feudo" Misano, dove vinse nel 2014 e conta di ripetersi per dare la spallata mondiale a Lorenzo.

MotoGP, Rossi e l'arte del contropiede
Rossi scavalca Lorenzo, istantanea che riassume la gara di Silverstone

Avete presente l’arte del contropiede? Quella capacità squisitamente italiana di reggere spalle al muro il pressing degli avversari, per poi colpire di rimessa alla prima occasione utile? Ecco, Valentino Rossi è l’uomo del contropiede.

Per l’intero weekend è stato costretto a subire l’iniziativa di Lorenzo e Marquez, preparato all’idea di correre solo per contenere il passivo. Ha incassato venerdì e sabato senza però disunirsi, con la consapevolezza sorniona di chi attende l’ultimo round, quello decisivo, per ribaltare la situazione. L’occasione è giunta sottoforma di pioggia la domenica mattina, senza la quale – va detto – Rossi non avrebbe avuto scampo.

Il pesarese ha intravisto una breccia nelle linee nemiche e ha preparato la sortita sin dal warm up, adattandosi camaleontico alle mutate condizioni del terreno. Ha convertito la difesa in attacco prima che gli altri avessero modo di reagire: un mix di classe, reattività e circostanze favorevoli, che ha saputo comunque capitalizzare al meglio, mentre i favoriti della vigilia – Marquez e Lorenzo – si stendevano nel tentativo di resistergli o remavano nella pioggia per posizioni di rincalzo.

Bravo Rossi a mantenersi freddo e veloce quel tanto che bastava a rintuzzare l’indiavolato Petrucci – commovente, ma libero da pensieri mondiali -, senza commettere errori che avrebbero vanificato la finalizzazione del capolavoro.

E’ un contrattaccante nato, Rossi: fulmineo nel trarsi dalle corde e cacciare nell’angolo l’avversario, per mandarlo al tappeto quando meno se l’aspetta. Accadde a Welkom 2004, riportando alla vittoria Yamaha dopo anni di crisi, gomito a gomito con Biaggi; e a Laguna Seca 2008 contro Stoner, che pareva imprendibile dopo le qualifiche: giornate campali, in cui è sempre riuscito a rovesciare il pronostico della corsa e l’inerzia psicologica del campionato.

Nell’ideale tabella di avvicinamento all’iride, Silverstone era pista pro-Lorenzo, e pareva che il maiorchino potesse in effetti approfittarne per allungare in classifica. Invece Rossi è andato a segno “in trasferta”, accumulando un bonus prezioso in vista del giardino di casa, Misano, dove conta di aumentare lo scarto sospinto dalla marea gialla dei suoi tifosi.

Toccherà a Lorenzo, allora, il ruolo dello sfidante, alla ricerca dell’immediato contro-break capace di riportare punteggio e umori ancora una volta in equilibrio.