MotoGP, arriva il Mugello

Domenica prossima si correrà il Gp d'Italia, sesta tappa del Motomondiale. Fari puntati sul triello Rossi-Lorenzo-Marquez, in pista e fuori. Ma occhio ai cavalli delle Ducati, potranno fare la differenza sul rettilineo di arrivo.

MotoGP, arriva il Mugello
La pista del Mugello

Ci siamo: è arrivato il MugelloGran Premio d'Italia 2016. Tappa imperdibile per i motomaniaci che anno dopo anno continuano a riversarsi sulle colline toscane da ogni parte dello Stivale per tifare i propri idoli; un simposio di rumori e colori unico nel panorama iridato delle due ruote. Quest'anno non farà eccezione, anzi: è previsto il record di affluenza per quel che si annuncia un weekend rovente. In pista e fuori.

Il piatto forte resta senza ombra di dubbio la MotoGP. E se più di un occhio sarà rivolto all'accoglienza riservata a Lorenzo e Marquez, auspicando che le tensioni verso i due non degenerino oltre il lecito, il vero spettacolo si godrà a gas spalancato, quando i piloti incroceranno i (semi)manubri lungo le 14 curve del tempio della velocità toscano.

Il pronostico per la vittoria è quanto mai incerto e tutti i big vantano ottime carte per centrare il bersaglio. A iniziare dai primi tre classificati, Lorenzo-Marquez-Rossi, raccolti in 12 punti appena e pronti a una battaglia dai contorni sempre più revanscisti che ne alimentano l'attesa: Italia contro Spagna, l'eroe di casa contro il Bruto e il Cassio d'oltre Pirenei, rossisti contro anti-rossisti. O almeno così la vedono i molti fan di Valentino avvelenati dall'epilogo del Mondiale scorso.

Il loro beniamino farà di tutto per non deluderli, in palio c'è molto e le motivazioni non mancano davvero. Rossi unirà l'euforia di giocare in casa al desiderio di chiudere il buco in classifica e riprendersi il Mugello dopo 8 lunghi anni (l'ultimo successo nel 2008) e 6 vittorie consecutive dei top rider spagnoli: 1 a testa per Pedrosa e Marquez, ben 4 per Lorenzo.

Il maiorchino ha signoreggiato nell'ultimo lustro e, reduce dall'assolo di LeMans, resta dunque il logico favorito. Ma anche Marquez potrà tornare a dire la sua su una pista molto più scorrevole, ampia, rotonda rispetto alle "angolose" Jerez e LeMans, e per questo più adatta a mascherare l'handicap di accelerazione fin qui palesato dalla sua Honda RC213V.

E le Ducati? Ora che i giochi di mercato son fatti - Dovizioso resta, Iannone trasloca in Suzuki -, i piloti potranno inseguire la prima vittoria a cuore alleggerito, senza le pressioni controproducenti di inizio stagione. E con un'arma, il supermotore in dote alle GP16 ufficiali, che potrebbe rivelarsi letale sul rettilineo di arrivo, allungo di oltre un chilometro dalla Bucine alla San Donato dove le Rosse di Borgo Panigale, c'è da scommetterci, faranno vedere i sorci verdi agli avversari.

A conti fatti, dunque, potrebbero essere in cinque a contendersi il gradino più alto del podio, a cui si aggiungono gli outsider di lusso Pedrosa e Vinales: l'uno rinfrancato dalla conferma in Honda e atteso alla svolta dopo i ristagni di inizio stagione, l'altro gasato dal passaggio in Yamaha che ne segna l'ingresso nell'élite dei top rider: vorrà dimostrare di meritarla. Insomma, attenti (anche) a quei due.


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