Barcellona, le parole dei piloti in conferenza stampa

La conferenza stampa ha aperto ufficialmente il Gran Premio de Catalunya. Jorge Lorenzo, Valentino Rossi, Marc Marquez, i fratelli Espargaró e Andrea Iannone i protagonisti che hanno risposto alle domande dei giornalisti.

Barcellona, le parole dei piloti in conferenza stampa
foto: motogp.com

Il weekend catalano del Motomondiale si apre con la consueta conferenza stampa. A Barcellona, in occasione del Gran Premio de Catalunya, i piloti hanno incontrato la stampa prima che la vera azione inizi domani, con le prove libere. Presenti in conferenza stampa i due piloti Yamaha, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Al tavolo anche Marc Marquez, che ha confermato l’ufficialità del suo rinnovo con Honda. Nella conferenza stampa del Gran Premio di casa anche i due fratelli Espargaró,protagonisti di rivelazioni: Aleix ha espresso la sua delusione nei confronti della Suzuki, mentre Pol ha annunciato il suo approdo in KTM dalla prossima stagione. Presente anche Andrea Iannone.

JORGE LORENZO – Il Montmeló è un ottimo circuito, è il mio gp di casa e ci arrivo in testa alla classifica, con 10 punti di vantaggio e non è male. Ovviamente il Campionato è lungo, ci sono ancora 300 punti da assegnare. Ma comunque abbiamo un buon feeling con la moto, con le gomme…il nostro pacchetto è completo. È una buona pista per la nostra moto e per il mio stile di guida. Barcellona circuito speciale, con dossi e curve, però per il nostro telaio è buono, soprattutto nelle curve veloci. Sono sempre stato molto veloce qui, ho vinto quattro volte negli ultimi cinque anni. È un ottimo risultato se pensiamo che quando fa molto caldo qui è difficile mantenere un passo costante durante tutta la gara. La moto slitta parecchio, ma è molto importante avere un buon assetto e credo che arriviamo in un buon momento per cercare di lottare per il podio.

Credo che questo sia il campionato più equilibrato fino ad ora, ci sono quattro moto che hanno concrete possibilità di vincere le gare e credo non si vedeva da circa vent’anni. Rossi è molto forte, anche Iannone è lì, poi le Suzuki…ci sono molti piloti con una grande competitività. Personalmente, credo che siamo partiti molto bene, abbiamo vinto tre gare e, a parte l’Argentina, nelle altre due siamo arrivati secondi. Abbiamo raccolto punti preziosi che ci permetteranno di lottare per il campionato se continuiamo così.

Nel 2010 e nel 2012 sono stato leader per gran parte del campionato, nel 2015 invece tutto l’opposto, è stata una stagione stressante, mi sono impegnato al massimo, ma alla fine abbiamo vinto. Dopo l’incidente in Argentina ero molto deluso, ho commesso un errore che avrei dovuto evitare, ma poi con la caduta di Marc a Le Mans sono riuscito a ricucire il distacco per poi andare in testa e avere un margine. Non è tanto, ma meglio avere il vantaggio che non averlo, perché nella peggiore delle ipotesi se commettessi un errore domenica sarei indietro di 15 punti, se lo commettesse lui lo sarebbe di 25 punti. Quindi è un margine di punti che ti dà più tranquillità. Chiaramente ora mi riferisco a Marquez perché è più vicino in classifica, ma non escludo Valentino Rossi dalla lotta per il titolo. Quest’anno è anche molto forte. In Italia è stato sfortunato, ma avrebbe potuto far bene. Abbiamo corso sei gare, ne mancano ancora tredici. Potranno inserirsi altri piloti, ma i favoriti al titolo saranno 3.

MARC MARQUEZ – Sono molto contento di annunciare che resterò con la Honda per i prossimi due anni e sono contento di farlo qui, sul mio circuito di casa. Credo che potremo continuare a fare un ottimo lavoro. Guardiamo avanti, ma anche sono molto contento di restare per le prossime due stagioni, come dico sempre, il mio cuore è con la Honda. Per me era la scelta migliore ed ora provo le sensazioni migliori. Il contratto perfetto ha parecchi aspetti, ma quelli tecnici sono i più importanti. Poi abbiamo parlato ovviamente dei soldi. Inoltre io sono un pilota che sta sempre insieme al suo team e questo è stato un alto punto, stare sempre con la squadra. Siamo arrivati ad un punto in cui tutti eravamo soddisfatti, l’atmosfera è molto buona e questa è la cosa più importante, perché se vogliamo vincere, tutto nel nostro box deve essere tranquillo e tutti dobbiamo avere una buona motivazione.

Sono molto contento di essere vicino a Jorge in campionato, perché prima che iniziasse la stagione abbiamo attraversato un periodo molto molto difficile ed il mio obiettivo era arrivare qui al Montmeló con circa 25 punti di distacco da lui, mentre arriviamo qui con soli 10 punti. Sono contento e lo sono anche della gara che ho fatto al Mugello. Non vedo l’ora di correre qui e di fare i test previsti per lunedì. Come l’anno scorso potremo fare altri progressi. Sarà un test importante per tutti, ma in particolare per noi, perché quello che provi al Montmeló te lo porti dietro per tutta la stagione. Attendo con impazienza questi test di lunedì, ma prima c’è la gara e, per quello che visto al Mugello, possiamo essere competitivi qui. Qui sarà più simile al Mugello, perché abbiamo faticato parecchio in Qatar, ma solo in un unico punto di accelerazione, così come in Argentina. Ma quando siamo arrivati a Le Mans o Jerez con più punti di accelerazione, fatichiamo di più. Qui forse faticherò un po’ all’uscita dell’ultima curva e all’uscita dalla curva 5, che è da prima marcia, ma mi aspetto che potremo essere competitivi.

Il Marquez del Mugello? Vedremo che tipo di Marquez ci sarà domenica, dobbiamo aspettare. Al Mugello ho pensato che fosse il momento di attaccare, avevo fiducia e ho visto che non ero lontano dalla vittoria. Ci ho provato. È una cosa che ho imparato lo scorso anno: quando puoi vincere magari vale la pena rischiare, ma quando sei lontano non ha senso correre troppi rischi per cercare di chiudere a due piuttosto che a dieci secondi dal vincitore.

VALENTINO ROSSI – Un peccato finire così la gara di casa, credo che il Mugello sia sempre particolare con la collinetta, con il salto che c’è alla fine del rettilineo e pare che il limitatore di giri non sia preciso come l’anno scorso e con quel saltello che la moto fa su quel dosso, forse i giri erano troppo alti e hanno rotto il motore. Questo è un grosso peccato. Ma credo e spero che questo non si ripeterà per il resto della stagione.

Per quel che riguarda questo weekend, mi piace moltissimo questa pista, è uno dei gp migliori della stagione, innanzitutto perché il tracciato è fantastico. Negli ultimi anni è sempre stato un po’ più difficile perché il livello di aderenza dell’asfalto è piuttosto basso, ma resta comunque una gran pista nella quale si può anche slittare parecchio nelle curve lunghe. Poi Barcellona è una città fantastica, c’è sempre bella gente. Comunque noi cercheremo di essere veloci. Per me è stato un gran peccato al Mugello, perché credo che avremmo potuto lottare fino alla fine. Ero davvero molto arrabbiato perché Marc e Jorge hanno avuto una bellissima battaglia e avrei potuto esserci anche io. Sarebbe stato molto bello se fossimo stati tutti e tre in bagarre, anche per i tifosi. Ma è andata così, rimane un bel weekend dove sono stato competitivo e spero di rifarmi qui.

Il problema di Yamaha? Io e Lorenzo abbiamo avuto lo stesso problema nello stesso giorno e questa cosa è preoccupante. Abbiamo sette motori e quindi dobbiamo stare attenti, ma in Yamaha sono tranquilli, quindi continueremo a lavorare. Magari perderemo qualche giro al motore, ma non ne sono sicuro, credo che la prestazione sarà comunque la stessa, perché anche gli altri motori che abbiamo hanno già percorso parecchi chilometri e vanno benissimo, quindi credo sia stato un episodio sfortunato.

ALEIX ESPARGARO – Ho un bel ricordo dell’anno scorso, ma in generale nel weekend, dove avevamo un buon passo. Anche in gara ero veloce, ma poi ho commesso un errore e sono caduto quando mancavano cinque giri alla fine ed ero quarto. Aspetto con impazienza questo weekend, la stagione è andata bene fino ad ora, i test sono stati difficili, così come la gara in Qatar, ma nel complesso abbiamo iniziato bene.

Per quel che riguarda il futuro, ci stiamo lavorando: lo scorso weekend per me è stato molto difficile, mi sono reso conto che non sono così importante come credevo per la Suzuki. Quindi d’ora in avanti abbiamo iniziato a lavorare pensando ad un altro posto e stiamo continuando a pensarci, perché non so se continuare con Suzuki. Andrò in una squadra dove davvero mi sento amato e voluto. Suzuki ancora non ha detto nulla, ma è una sensazione che ho io. Siamo alla sesta gara, siamo sesti in campionato, non lontani da Pedrosa in campionato, dopo dei test invernali difficili. Non stiamo andando male, ma fino ad ora non hanno mostrato grande interesse e questo non mi piace molto, sono molto arrabbiato, quindi stiamo lavorando verso altre possibilità, ma vedremo. Non siamo pronti a decidere il futuro. Altri magari sono più vicini ad annunciare qualcosa, io ancora no.

Troppo duro con la mia squadra? Non è che io sia stato troppo duro, sono sorpreso. Sono grato alla Suzuki perché mi hanno dato molta fiducia due anni fa, ho ottenuto dei bei risultati. Ma sono più sorpreso che arrabbiato, perché due anni fa la moto non funzionava, era lenta. Loro hanno lavorato molto, ma anche io l’ho fatto, ho contribuito allo sviluppo della moto, l’anno scorso abbiamo fatto una pole ed ora siamo sesti in campionato, che non è così male. Tutti sanno che la mia priorità è restare, ma non dipende da me. Deve decidere Suzuki, che è una grande casa e guarderanno a cosa sarà migliore per loro. Li ringrazio perché sono stati due anni fantastici, ma vedremo cosa ci riserverà il futuro. Aprilia è una delle opzioni, ma dobbiamo decidere. Abbiamo iniziato a parlare con altri team al Mugello, ho anche due opzioni in Superbike, quindi sto riflettendo su quello che davvero desidero. Andrà in un posto dove mi dimostreranno che sono importante per loro. Per me questo è l’importante.

POL ESPARGARO – È un piacere annunciare che correrò con KTM per i prossimi due anni, intraprenderò una nuova avventura con loro in MotoGP. Ho visto un’opportunità di fare qualcosa di diverso, di cercare di essere ancora con questi ragazzi della MotoGP in futuro e lavorare con KTM. Sarà difficile, ma sono pronto, mi hanno mostrato il materiale che abbiamo a disposizione, abbiamo un accordo per i prossimi due anni. Voglio comunque ringraziare il Team Tech 3 per avermi fatto crescere e per avermi dato questa possibilità di realizzare il mio sogno di correre in MotoGP. Ringrazio anche Ducati e Avintia, che hanno mostrato parecchio interesse nei miei confronti nelle ultime settimane. Sono molto felice di affrontare questa avventura con KTM, ma voglio concludere quest’anno nel migliore dei modi. Tutto è davvero nuovo, al momento stanno costruendo tutto, team, meccanici, moto. Non l’ho nemmeno vista, non vedo l’ora di andare nella sede per vedere come lavorano, con energia. Vedremo come andrà, cercheremo di ripetere il successo che hanno avuto in Moto3 ed in MotoGP. Ma questo mondo non è facile, lo sappiamo. Prima pensiamo a finire la stagione in Tech 3, poi c’è Suzuka e infine arriverà il nuovo progetto.

Sicuramente proveremo a fare il massimo, in Tech3 mi hanno dato tutto per cercare di ottenere il miglior risultato e passare al team ufficiale, ma non ci siamo mai riusciti. Avevamo l’opportunità di continuare con Tech3, ma a volte nella vita devi prendere una strada diversa. Abbiamo passato tre anni in Tech 3 a lottare con tutte le nostre forze, ma non abbiamo centrato l’obiettivo che ci eravamo prefissati, cioè quello di arrivare al team ufficiale. Ma comunque continueremo per tutto il resto della stagione a cercare di ottenere una buona posizione. Per il futuro abbiamo riflettuto a lungo, c’era la possibilità di KTM, che ha mostrato quello che può offrirci. Sarà un’opportunità che può sembrare da folli, ma sono ancora giovane e spero che vada bene in questi due anni che verranno.

Sono anche felice di ritrovarmi con Bradley Smith. Ho un buon rapporto con lui, è un ottimo lavoratore e sa come regolare la moto. Abbiamo lavorato bene insieme alla 8 Ore di Suzuka per ottenere l’assetto migliore ed ottenere un buon risultato. Anche se i nostri stili sono diversi, sarà interessante prendere due direzioni diverse per confrontarle e capire cosa è meglio. Abbiamo già parlato e siamo molto contenti di ritrovarci anche l’anno prossimo per lavorare insieme, perché all’inizio sarà stupido lottare uno contro l’altro perché sarà meglio lavorare insieme.

ANDREA IANNONE – Quello del Mugello è stato un ottimo weekend per noi, fin dall’inizio abbiamo cominciato bene e abbiamo dimostrato un’ottima competitività. Ho solo avuto una partenza sfortunata in gara, ma questo è un gp nuovo, siamo a Barcellona e la pista mi piace moltissimo. In passato ho vinto qui, in 125cc e Moto2 ed è sempre molto bello quando hai buoni ricordi. Per questo spero che anche questo sia un buon weekend. Al momento la mia priorità è concentrami su quest’anno con il team e con la moto, perché credo che abbiamo ottime possibilità di lottare costantemente per il vertice. Non so cosa dovrò cambiare l‘anno prossimo alla Suzuki, ma è troppo presto per pensarci. Non ho pensato molto al futuro, penso al presente, al momento sono un pilota Ducati. Ma in pista mi è capitato di vedere Aleix o Maverick e la Suzuki è un’ottima moto, così come nche il telaio e questo è stato importante per la mia decisione. Ma ora sono concentrato su quest’anno. 


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