MotoGP - Tutti a Phillip Island

Dopo i testi di Sepang, i piloti della classe regina volano in Australia per completare i test invernali prima dell'avvio di stagione a Doha.

MotoGP - Tutti a Phillip Island
MotoGP - Tutti a Phillip Island

Dopo i primi assaggi di Valencia e i test più approfonditi di Sepang, il circo motoristico della MotoGP si sposta in Australia, a Phillip Island, per la penultima sessione di prove prima dell'inizio del nuovo campionato del mondo. La Malesia ha già dato le prime indicazioni su chi lotterà per il titolo, su tutti i piloti Yamaha e Honda, anche se quest'ultimi leggermente indietro, ma si sono fatte vedere anche Ducati e Suzuki. Andiamo quindi ad analizzare casa per casa come si arriva a questa tre giorni di test australiana. 

Yamaha

La Casa del Diapason sembra essere quella messa meglio sia parlando di moto che di piloti. La nuova Yamaha sarà sostanzialmente un'evoluzione della 2016 dotata di un motore più performante, soprattutto riguardo alla velocità massima, e di un nuovo telaio ancora da decidere tra le due opzioni disponibili, come detto da Maio Meregalli poco dopo i test di Sepang. Vinales si è adattato a meraviglia alla nuova M1-2017 guidando il gruppo a Valencia e confermandosi in Malesia, mentre Rossi è ancora indietro rispetto al nuovo compagno di box, ma resta comunque competitivo. 

Vinales sulla sua Yamaha a Sepang | Photo: pinterest
Vinales sulla sua Yamaha a Sepang | Photo: pinterest

Honda

La casa nipponica con sede a Minato è uscita da Sepang tra luci e ombre. I tre differenti motori portati in Malesia, due sono quelli usati nel 2016, non hanno risolto i problemi dell'Hrc che continua a faticare in fase di erogazione, ma nonostante questo Marc Marquez è riuscito a girare su tempi vicini a quelli di Vinales e Rossi anche grazie al miglioramento della moto in entrata di curva e nei cambi di direzione che caratterizzano la pista malese. 

Marc Marquez in azione a Sepang | Photo: performancemag.it
Marc Marquez in azione a Sepang | Photo: performancemag.it

Ducati

Chi ha sorpreso di più è certamente la Ducati. La rossa di Borgo Panigale ha dominato la prima giornata sotto la pioggia malese facendo segnare il primo ed il secondo tempo con Stoner e Dovizioso, ma nei successivi giorni ha pagato dazio rispetto alle concorrenti. Il Dovi è uscito dalla Malesia con il terzo crono generale e con la convinzione di potersi giocare qualcosa di importante in questo 2017 grazie ai miglioramenti fatti dalla Desmosedici. Lorenzo, d'altro canto, si sta ancora abituando alle caratteristiche della sua nuova moto, ma dopo aver trovato la corretta posizione sulla sella è stato capace di limare il distacco dai primi big del motomondiale. 

Suzuki

Anche la terza moto giapponese ha sorpreso nei test malesi. La nuova Suzuki guidata da Iannone è infatti riuscita a strappare il crono più veloce nella seconda giornata di test, il secondo della classifica combinata, e il pilota italiano sembra aver già trovato il giusto feeling con la moto. La GSX-RR è da sempre una moto molto equilibrata, Yamaha-Style verrebbe da dire, ed il veloce adattamento di Iannone ne è la conferma, ma questo non significa che non ci sia lavoro da fare. Il potenziamento del motore ha provocato ulteriore sofferenza sulle gomme, già punto debole dello scorso anno, e qualche fastidio all'elettronica. Se Brivio e Iannone vorranno per lo meno provare a competere per il titolo dovranno risolvere questi due problemi, Phillip Island è il posto giusto per farlo. 

Iannone in sella alla Suzuki | Photo: urbanpost
Iannone in sella alla Suzuki | Photo: urbanpost

Aprilia e Ktm

La casa di Noale e quella austriaca sono certamente le meno competitive del lotto, ma con grandi differenze tra loro. L'Aprilia ha fatto grandi passi avanti già dai test di Valencia, ma a Sepang ha probabilmente ottenuto la certezza di poter compiere un buon campionato con Aleix Espargaro. Il fratello maggiore di Pol ha girato a soli sette decimi da Vinales, una cosa impensabile lo scorso anno dove il distacco era nell'ordine del secondo. Per la Ktm il discorso non può che essere differente. La casa austriaca ha deciso di fare il grande passo dopo anni passati a dominare nelle categorie inferiori, ma l'esordio in MotoGP non è mai facile. Sicuramente la scelta del pilota, Pol Espargaro, è stata azzeccata, ma la moto deve migliorare molto ancora, soprattutto sotto il punto di vista della ciclistica e dell'entrata in curva. In Australia dovrebbero esserci dei miglioramenti, ma il campionato sarà sicuramente lungo e difficile per loro. 

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