MotoGP, ufficiale: torna la gomma dura

Dopo la richiesta dei piloti e le prove durante i test di Jerez, la Michelin conferma ufficialmente il ritorno della gomma anteriore con la carcassa dura.

MotoGP, ufficiale: torna la gomma dura
MotoGP, ufficiale: torna la gomma dura

Dopo le polemiche e le tante cadute dell'Argentina e i problemi all'anteriore di alcuni piloti a Jerez, la Michelin ha deciso ufficialmente di riportare nel Mondiale la gomma anteriore con la carcassa dura. 

Ai test ufficiali di Jerez i piloti MotoGP non hanno provato solo alcuni nuovi componenti delle proprie moto, ma hanno testato anche la gomma 070, l'anteriore dura che Rossi e altri piloti avevano richiesto dopo la gara di Termas de Rio Hondo. La gomma era stata provata anche in inverno, ma in quell'occasione i centauri avevano spinto per l'utilizzo della morbida. Ora, però, la maggioranza del paddock si è convinta a tornare sui propri passi. 

Secondo quanto ha riportato la Gazzetta dello Sport, dopo la fine dei test andalusi si è andati ad un vero e proprio voto per decidere se promuovere o meno la gomma. Un voto che ha spaccato in due il paddock, ma che ha premiato il ritorno della 070 con il 66% di favorevoli ed il 34% di contrari. Tra i favorevoli c'è sicuramente Valentino Rossi, un sostenitore della prima ora che già in inverno chiedeva uno pneumatico più duro. Assieme al Dottore si sono schierati verso la gomma dura anche i due piloti HRC, Marc Marquez ("L'ho provato e mi è piaciuto, penso che mi dia più stabilità in frenata e girando mi ha dato impressioni migliori. Consente una frenata migliore sui dossi") e Dani Pedrosa, fresco vincitore a Jerez de la Frontera

Chi invece è fortemente contrario è Jorge Lorenzo. Il ducatista ha bisogno di più grip all'anteriore per controllare la potente Desmosedici che ha da sempre problemi nel centro della curva e la gomma dura non lo favorisce in questo senso. Più freddo, invece, il pilota della terza forza del Mondiale, Andrea Iannone. Il pilota di Vasto è favorevole al ritorno della dura, ma chiarisce che "nessuno dei due ha significato un grande passo in avanti".

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