Superbike, Portimao: Rea vola, Melandri si ferma

Jonathan Rea fa segnare il miglior tempo nelle prime libere in Portogallo, mentre l'italiano resta a piedi. Sorprende Camier, primo inseguitore delle Kawasaki.

Superbike, Portimao: Rea vola, Melandri si ferma
Superbike, Portimao: Rea vola, Melandri si ferma

Un alieno? No, Johnatan Rea. Il campione del Mondo domina il primo turno di libere sul circuito portoghese di Portimao fermando il cronometro sul 1:43.170. Il suo primo inseguitore è il compagno di squadra Tom Sykes, che però lascia sull'asfalto lusitano quasi quattro decimi di secondo. La vacanza in Algarve ha fatto bene a Rea che è tornato a correre più combattivo che mai. 

Le Kawasaki riprendono quindi da dove avevano lasciato, mentre alle loro spalle cambia qualcosa. Ad inseguire le verdone giapponesi infatti non c'è la Ducati ufficiale di Chaz Davies, bensì la MV Augusta di Leon Camier, sorpresa di giornata. L'inglese, in sella alla sua F4, incassa quasi sei decimi dal connazionale in sella alla Kawasaki, ma dimostra comunque di gradire il circuito di Portimao e chissà che in gara 1 non ci scappi la sorpresa. La prima Ducati è quarta, poco dietro a livello tempistico alla MV Augusta, ma per la casa di Borgopanigale è una giornata agrodolce. Infatti, se Davies si conferma un pretendente al podio finale, Marco Melandri è rimasto appiedato dalla sua moto. Il motore della sua Ducati, infatti, lo ha abbandonato dopo appena due giri percorsi e la rottura ha costretto l'italiano a saltare l'intero turno di prove. 

Alle spalle della Ducati di Davies c'è la prima Yamaha, quella di Alex Lowes, mentre Michael van der Mark, il sostituto di Valentino Rossi ad Aragon, è settimo ad oltre un secondo dal tempo di Rea ed a mezzo secondo dal compagno di squadra. Per quanto riguarda i due debuttanti, Anthony West, che corre in sostituzione di Randy Krummenacher, ottiene il diciottesimo tempo con la Kawasaki Puccetti Racing dopo aver concluso ventuno giri e con un distacco attorno ai tre secondi. Ultimo, invece, Takahashi che dovrebbe essere colui che risolve i problemi della CBR-RR, ma che invece trova difficoltà insormontabili. Il giapponese, infatti, è al primo approccio con il circuito, le gomme Pirelli e soprattutto con l'elettronica fornita dalla Cosworth, ben diversa da quella della Marelli che usa abitualmente.