Musica - Bassi Maestro parla ad Hip-Hop TV dell'album "Mia Maestà" e del suo modo di vedere la musica

Ospite ad Hip-Hop TV, una delle colonne portanti del rap italiani, ovvero Bassi Maestro, ha parlato del suo ultimo disco e della sua storia rispondendo alle domande di Wad e degli utenti.

Musica - Bassi Maestro parla ad Hip-Hop TV dell'album "Mia Maestà" e del suo modo di vedere la musica
Bassi Maestro. Fonte: http://www.distopic.it

È uno dei nomi fondamentali della scena rap italiana e della cultura Hip-Hop del Belpaese. Bassi Maestro, all'anagrafe Davide Bassi, ha quarantaquattro anni e può dire di aver fatto di tutto nel mondo della musica, pur avendo ancora tanto da dare. Produce i suoi pezzi e anche le tracce di nomi grossissimi del rap italiano (Fabri Fibra e Guè Pequeno solo per citarne un paio). Ha fatto una quantità di pezzi incalcolabile, come lui stesso dichiara nell'intervista, soprattutto ai tempi della Sanobusiness. Ora è fuori con l'album "Mia Maestà", dopo anni di mixtape e street album, e lo presenta alle telecamere di Hip-Hop TV (visibile in streaming su YouTube, Twitter, Facebook e Livestream) rispondendo alle domande di Michele "Wad" Caporosso e al Q&A degli utenti.

Si parte subito con il disco "Mia Mestà", che ha un packaging particolare e un titolo importante: "Ho dato valore alla copia fisica. È uscito un mese e mezzo fa. Il titolo significa che do della maestà a me stesso, c'è un po' di auto celebrazione. Il rap senza auto celebrazione è un fallimento. Abbiamo tutti preso un po' James Brown."

Sulla serie DownWithBassi, che stava portando avanti su YouTube: "DownWithBassi è in pausa, ma io e Bosca, appena troveremo la soluzione giusta, lo faremro ripartire, perchè ci teniamo. Fondamentalmente servono soldi."

Un utente chiede quando ci sarà un'altro pezzo con Ghemon: "Un'altro pezzo con Ghemon lo farò il prima possibile perchè è un artista che adoro. In questo disco però volevo sperimentare cose nuove. Poi lui sta lavorando al suo di disco che dovrebbe uscire a settembre."

Con il solo nome Bassi si indica una certa linearità di sound e tecnica, il rapper però è d'accordo fino a un certo punto con questa affermazione: "In questo disco ho cercato sia la linearità col sound dei cd vecchi, ma anche cose nuove, per spezzare un po'. Quando è uscito "L' Ultimo Testimone" eravamo tutti sotto con la G-Unit e ho messo un sacco di pezzi che erano g-unitate. Col tempo cambia anche il flow, dato che ascolto tanti rapper, soprattutto americani. Si cerca sempre di evolvere, mantenendo però un certo stile di base."

Nonostante una carriera pluridecennale, Bassi ammette di aver fatto anche qualche errore: "Spesso ho buttato fuori troppa roba senza sapere dove sarebbe andata questa roba, adesso mi ritrovo in tantissimi giri che non so come gestire. Ho iniziato a fare rap a quindici anni in inglese."

Parlando della sua enorme discografia: "Si può ascoltare tranquillamente tutta la mia discografia in una vita sola. Abbiamo dovuto fare pulizia sul canale di Sporify dopo l'uscita del mio disco perchè si era creato un po' un macello, da domani però (annuncio in esclusiva) inizieremo a ricaricare la roba sulle piattaforme streaming, rimasterizzate e riordinate."

Sulle grafiche e l'impatto del disco sul pubblico: "Il disco è partito bene. Avere una distribuzione ufficiale e aver fatto un bel packaging ha aiutato. Tutto ciò che vedi è una mia idea, dai video alle copertine, messe poi quest'ultime in grafica da Enrico che è un bravissimo illustratore."

Il pezzo con Fibra sta spaccando ed ha l'aria da singolo, ma era nato senza pretese: "Il pezzo con Fibra in realtà nasce come sfogo di cazzi nostri, senza la volontà di fare cose particolari, riprendendo lo stile Cypress Hill. Poi invece dal vivo prende un sacco quindi sì, potrebbe diventare un singolo."

Per quanto riguarda la traccia "Benvenuti a Milano", considerata da Wad la migliore dell'album, Bassi spiega da dove è nata l'idea: "Benvenuti a Milano" è una bella traccia, in questo disco ci sono un po' di cose originali. È un'idea che ho preso dai vecchi dischi dei Gangsta, loro avevano delle posse track che erano praticamente dei mini mixtape nel disco, dove cambiava la base ogni tot. I presenti sono giovani con cui più volte ci siamo detti di fare qualcosa assieme, come per esempio Lanz Khan. Io però non avevo un disco in programma, poi ho avuto l'idea e funziona. Lazza all'inizio non era molto sicuro quando aveva sentito la base, ma ero convinto che avrebbe spaccato e infatti è andata benissimo."

È un momento particolare per il rap, dato che ora molti rapper non sono più giovanissimi, ma continuano ad andare, nonostante il rap sia considerato musica per ragazzini: "Ci sono delle grandi verità. Il rap è molto immediato e quindi arriva molto ai giovani. Il jazz lo ascolto ora che ho quarant'anni. Questo però non vuol dire che il rap debba essere ascoltato solo dai ragazzini. Jay-Z è la dimostrazione di uno che è sempre sul pezzo. In California, con Snoop Dogg, è diverso, perchè c'è un sound che non muore mai. A New York è pieno invece di influenze."

Sui viaggi oltreoceano che fa: "Sì vado spesso negli Stati Uniti. L'ultimo viaggio che ho fatto ho comprato solo vinili, andando anche nei posti più strani per recuperare le cose più nascoste e poter fare campioni freschi."

Le produzioni rap sono spesso basate sul campionamento, anche se questa pratica ultimamente sembra essere un po' in disparte: "Kanye West, Kendrick Lamar, Dr. Dre... è ancora pieno di gente che campiona. La trap forse è il primo sottogenere che non prende nulla di già fatto tranne le drums, le 808. Nasce con delle melodie proprie. Forse per quello ha preso piede con questa forza."

Sull'equilibrio tra rap e Hip-Hop: "Ma non è detto che chi fa trap o rap ora debba essere legato alla cultura hip-hop per forza. Ognuno è libero e approfondisce chi effettivamente sente propria quella cultura. Per esempio ora su Netflix è pieno di serie sull'Hip-Hop."

Un utente critica Vegas Jones: "Se tu pensi che Vegas Jones non sia capace a fare quello che fa probabilmente ascolti altri generi che non conosco."

Viene chiesto se "Mia Maestà" uscirà in vinile: "Sì Mia Maestà uscirà in vinile, ma non so quando. QUesto perchè volevo fare una cosa figa e ci abbiamo messo un po' a fare un packaging di alto livello, ci sarà anche una sorpresa dentro. Poi i tempi di stampa del vinile non sono quelli di un disco, ci vogliono mesi. Comunque prima o poi arriverà."

Si tocca poi un tema spinoso, come quello di fare una classifica dei migliori rapper della storia. Bassi cerca di dare più delle indicazioni che una classifica vera e propria: "Posso farti qualche nome, senza classifiche però, perchè può sempre variare. Ci sono dei rapper che metterei tra i migliori di sempre, che però non rientrerebbero nella mia top ten, tipo Eminem e Lil Wayne. Allora, per me, Kool G Rap, Big Daddy Kane, Jay-Z, Scarface e Nas. Per quanto riguarda gli italiani per me la scrittura è molto importante, Marra e Guè li metto assieme, poi Ghemon, potrei metterti Tormento, Fabri sicuramente, poi Primo Brown, perchè anche dal vivo spaccava. Per me è importante che la musica continui ad arrivare, Deda e Neffa non li ho nominati perchè non fanno più rap, se devo fare una  classifica ti parlo di roba attuale. Poi è chiaro che SXM o Messaggeri della Dopa sono dei classici che un teenager deve recuperare, come Illmatic di Nas. Però poi quando Nas esce sul disco nuovo di Dj Khaled spacca."

Su Laioung, nuovo fenomeno della scena rap italiana: "Laioung ancora non lo conosco, ma vorrei incontrarlo in futuro, perchè mi comunica un energia positiva che non sentivo da tanto. Quando avrà anche l'esperienza nella scrittura, che arriva col tempo oltre che l'entusiasmo, diventerà uno molto forte, perchè ha la musica dentro."

Quando si dice Bassi Maestro si pensa a uno dei nomi più grossi del rap italiani, ma l'artista dice di non pensarci: "Non ci penso più di tanto in realtà. Nessuno ha fatto quello che ho fatto io, a livello di quantità di idee e di discografia. Ai tempi della Sanobusiness facevamo un mixtape al mese e li spedivamo per posta, follie, tante robe e progetti non sono nemmeno ufficializzati su Wikipedia. Il fatto che io non mi sia mai fermato mi dà una marcia in più a livello di esposizione, ma ho sempre fatto musica per me. Oltre all'auto celebrazione però io sono uno che continua a fare musica che piace a me."

Tramite il Q&A viene chiesto di spiegare i due social skit presenti nel disco: "I due social skit sono una roba ironica. Siamo tutti attaccati al cellulare. Io però non sono uno che vive sui social, Facebook non lo guardo mai, lo uso solo per postare roba di lavoro. Mi fa tristezza che molti dopo i sessant'anni vedano i social come unica risorsa di vita. La cosa mi fa preoccupare per il futuro."

Un consiglio infine a chi comincia a fare rap oggi: "A chi comincia con il rap oggi dico che devono cercare di essere sè stessi ed essere originali, se copi gli stili che ci sono ora, anche se sei bravo, non arriverai mai. La forza di uno come Tedua è che è diverso, quindi la sua roba ti piaccia o no ti arriva."

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