Musica italiana - Il meglio e il peggio di questi primi 6 mesi

Passati i primi sei mesi, è arrivato il momento di tirare le prime somme di quest'anno, tra sorprese e delusioni. Ecco il "riassunto" di Vavel Italia

Musica italiana - Il meglio e il peggio di questi primi 6 mesi
(foto: Comingsoon.it)

Siamo arrivati anche quest'anno all'estate, dove i dischi lasciano spazio ai tormentoni da spiaggia e le classifiche vanno praticamente in stand-by per due mesi. La prima metà di questo scoppiettante anno però ha lasciato per strade sorprese e delusioni, grandi canzoni e pezzi da dimenticare in fretta. E allora è giunto il momento di un bel riassunto.

TOP 3 - ARTISTI

3. Dopo tanta gavetta, si è ampiamente confermato ad alti livelli con un Festival di Sanremo da vero big e una canzone destinata a rimanere per anni nella memoria degli ascoltatori italiani: Ermal Meta esce finalmente fuori dal guscio e trionfa sia in radio sia nelle classifiche. Da tempo immemore non si vedeva un artista toccare il primo posto FIMI con un'etichetta indipendente alle spalle, e questo basterebbe già a descrivere il grande successo del cantautore.

2. Non poteva ovviamente mancare il trionfatore del Festival, nonché dominatore delle classifiche di tutta Europa per tre mesi. Stiamo ovviamente parlando di Francesco Gabbani, che con la sua Occidentali's Karma ha venduto praticamente ovunque, riportando dopo anni un tormentone italiano in giro per il vecchio continente.

1. Al primo posto non poteva non esserci colui ha appena radunato 230.000 persone in un concerto record. Ci si potrebbe sprecare in righe e righe di elogi per lui, ma per un artista che ha fatto della semplicità dei concetti il suo punto di forza basta una riga. E' il re assoluto della musica italiana, immortale, inscalfibile, mai domo: Vasco Rossi.

Vasco durante il concerto di Modena | Restodelcarlino
Vasco durante il concerto di Modena | Restodelcarlino

FLOP 3 - ARTISTI 

3. Passando alle note dolenti, non si può non parlare dei Thegiornalisti, passati dall'essere uno dei classici gruppi indie che tanto vanno di moda dell'underground italiano al vendersi nei peggiori contesti commerciali della penisola. L'involuzione di Tommaso Paradiso da leader di un gruppo indie ad autore di Kekkomodiana memoria lascia a dir poco sorpresi, tenendo conto anche del fatto che le vendite non stanno girando poi benissimo e non stanno quindi giustificando una commercializzazione a questo punto quasi folle.

2. Al secondo posto tra i flop bisogna nominare il pur simpatico gigante buono Sergio Sylvestre, vincitore dell'edizione 2016 di Amici e affondato - come purtroppo accade fin troppo spesso - al secondo disco. La partecipazione a Sanremo sembrava essere andata discretamente, ma il mercato ha poi sancito il fallimento del progetto discografico di un artista né carne né pesce, e non solo per colpa sua.

1. Al primo posto tocca purtroppo inserire Giusy Ferreri, che ormai da tempo alterna grandi successi a flop clamorosi. Quello di quest'anno rischia però di arrestare definitivamente l'evoluzione della cantante palermitana, che né con Fa talmente male né con Partiti Adesso è riuscita a promuovere degnamente il suo disco, Girotondo, che di bei pezzi ne avrebbe anche, ma che non ha trovato un equilibrio tra il voler continuare sulla strada della pop-dance commerciale (come Roma-Bangok o Volevo te) e il classico pop melodico dei suoi inizi. Le radio continuano a spingerla e la casa discografica continua ad investire, ma le vendite bassissime rischiano di generare un fallimento che avrebbe del clamoroso.

Giusy Ferreri | Ilsipontino
Giusy Ferreri | Ilsipontino

LE CONFERME

Si confermano ad alti livelli, seppur in contesti diversi, Fiorella Mannoia e i Baustelle. La prima si è rimessa coraggiosamente in gioco in una manifestazione come Sanremo a cui avrebbe potuto benissimo partecipare da super-ospite, come hanno fatto tanti artisti anche meno blasonati di lei. L'interprete romana invece non ha avuto paura di ributtarsi nella mischia e - a prescindere dalla mancata vittoria finale - è stata ampiamente premiata dal pubblico e dalla critica. Per il gruppo di Francesco Bianconi invece c'è ormai davvero poco da aggiungere, il loro disco L'amore e la violenza è sicuramente tra i più belli dell'anno, e fa capire ancora una volta che si può vendere (il disco è a un passo dal disco d'oro) anche facendo buona musica. Si confermano ad altissimi livelli anche Tiziano Ferro - che con Il mestiere della vita sta girando gli stadi di tutta italia e ha nuovamente scalato le classifiche di vendita - e Nek, conquistatore dell'Arena di Verona con un grandissimo concerto e un disco che a distanza di un anno sta ancora vendendo. Continua ad andare a ruba anche Comunisti col Rolex, della ormai affermata coppia Fedez-Ax, mentre tra i cantautori ancora una volta non deludono Fabrizio Moro ed Enrico Ruggeri, che riunisce i Decibel a 40 anni da "Punk" e 37 da "Vivo da re".

I Baustelle in concerto | Radiomusik
I Baustelle in concerto | Radiomusik

LE SORPRESE

Oltre al già citato Ermal Meta, che ha sorpreso tutti con un brano e con un disco che hanno conquistato pubblico e mercato, va sicuramente nominato Brunori Sas, fresco vincitore del Premio Tenco per la miglior canzone con La libertà: il suo è uno stile che da un lato ricalca il classico cantautorato italiano, con le sue sfumature melelodico-parlate, ma dall'altro attinge da quella scena indie che sta guadagnando tantissimi consensi negli ultimi anni. Infine, nel mondo del rap menzione speciale a Ghali, che dopo tanta gavetta ha trovato una sua dimensione sia artistica che discografica, trovando finalmente il successo con uno stile che pur restando abbastanza fruibile già ai primi ascolti si discosta dal rap puramente commerciale che attualmente domina la scena.

 

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