Wimbledon 2015: vince Djokovic, ma la scena se la prende Nieminen

Vittoria in tre comodi set per il numero 1 al mondo, ma il pubblico applaude il finnico, alla sua ultima recita

Wimbledon 2015: vince Djokovic, ma la scena se la prende Nieminen
Wimbledon 2015: vince Djokovic, ma la scena se la prende Nieminen

Prosegue senza grossi intoppi la corsa di Novak Djokovic nell'edizione 2015 di Wimbledon. Il numero 1 al mondo ha superato in tre set il finlandese Jarkko Nieminen, approdando senza problemi al terzo turno dello Slam londinese. Ma il momento più speciale è avvenuto dopo l'ultimo punto dell'incontro.

Sul campo si vede subito un Nieminen aggressivo, che vuole lasciare Wimbledon mettendo un marchio importante. Ma il break ottenuto dal finnico in avvio sveglia la bestia che risiede in Djokovic, il quale contro-brekka a 0 nel sesto gioco e non concede più nulla al suo avversario. Arriverà un altro break, nel decimo gioco, che sancirà la vittoria del primo set da parte di Nole, con il punteggio di 6-4.

La furia di Djokovic si abbatte sul Campo Centrale anche nel secondo set. Il primo break arriva nel quarto gioco, con Nieminen che fa fatica a fare punti sia al servizio che in risposta, riuscendo a portare il serbo ai vantaggi solo in una occasione. Nole vuol chiudere in fretta la pratica, e con un altro break nell'ottavo game chiude anche il secondo parziale sul punteggio di 6-2, chiudendo di fatto l'incontro.

Nel terzo set Djokovic rallenta un po' il passo, senza però tenere aperta la porta a Nieminen per un timido tentativo di recupero che, però, non sfocia in alcuna palla-break per il finlandese. Il servizio, Djokovic, lo strappa al suo avversario nel sesto gioco: è il momento della resa per Nieminen, il quale cede per 6-3 nel terzo set, ma è ignaro di ciò che sta per accadere dopo la stretta di mano.

Quella persa con Djokovic è stata infatti l'ultima gara giocata a Wimbledon da Nieminen, il quale ha annunciato di volersi ritirare a fine stagione. E il pubblico del Centrale riserva al finlandese una lunga standing ovation, come se avesse vinto non una partita, ma il torneo. E anche Djokovic, da gran signore qual è, lascia la scena al suo rivale di giornata. Pensando già al prossimo turno.


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