Australian Open, Djokovic: "Oggi ho limitato gli errori. Federer mi ha reso un giocatore migliore"

Liquidato Kei Nishikori in tre set, il numero uno al mondo si prepara per l'ennesima sfida con Roger Federer, stavolta in semifinale agli Australian Open 2016.

Australian Open, Djokovic: "Oggi ho limitato gli errori. Federer mi ha reso un giocatore migliore"
Australian Open, Djokovic: "Oggi ho limitato gli errori. Federer mi ha reso un giocatore migliore"

Dopo aver rischiato l'eliminazione per mano di Gilles Simon negli ottavi di finale degli Australian Open, Novak Djokovic si è prontamente riscattato nei quarti contro il giapponese Kei Nishikori, battuto nettamente in tre set durante la sessione serale sulla Rod Laver Arena. Il numero uno del mondo si è qualificato così per la semifinale di Melbourne, in cui incontrerà Roger Federer, suo storico rivale, in particolar modo negli ultimi due anni. Sarà l'edizione numero quarantacinque delle sfide tra i due, con Djokovic che si è aggiudicato le ultime tre finali Slam disputate (Wimbledon 2014 e 2015, Us Open 2015). Federer ha invece avuto la meglio lo scorso anno a Cincinnati, Dubai e nel round robin delle Atp Finals, salvo perdere nell'atto conclusivo sul tappeto indoor della O2 Arena. 

"Il mio obiettivo oggi era quello di limitare notevolmente gli errori non forzati - dice Nole in conferenza stampa riguardo al match con Nishikori - e ci sono riuscito. Sapevo che avrei giocato contro un avversario molto veloce, più veloce di Simon. All'inizio ho provato a resistere alla sua aggressività perchè lui ha giocato un paio di game davvero rapidi, cercando di attaccarmi da entrambi gli angoli. Mi aspettavo questo tipo di avvio, sono stato solido, determinato e concentrato. Non ho perso la calma e ho gestito bene i momenti importanti, facendogli giocare sempre un colpo in più. E' stata davvero una prestazione molto solida da parte mia. Rispetto alla partita precedente ho fatto un bel passo avanti, e ciò mi rende fiducioso per il prossimo turno. Ieri non mi sono allenato, penso di aver preso la decisione giusta. Avevo bisogno solo di riposare e ripresentarmi in campo fresco e di nuovo carico fisicamente e mentalmente". 

Il numero uno al mondo passa poi ad analizzare la sfida con Federer: "Non so se giocare contro di lui in semifinale piuttosto che in finale faccia questa grande differenza. In qualsiasi turno ci incontriamo è come se fosse una finale, la tensione è sempre alta e ormai ci conosciamo perfettamente. Mi attende una grande battaglia in semifinale. Ho giocato tantissime volte sia contro Roger che contro Rafa, forse qualche partita in più con Rafa, ma è comunque incredibile pensare a quante volte ci siamo affrontati. Sono loro che mi hanno reso il giocatore che sono adesso. Queste rivalità mi hanno dato la possibilità di crescere e di evolvermi, di diventare più forte e più duro mentalmente per raggiungere il loro livello. Hanno dominato il tennis prima che io e Andy venissimo fuori negli ultimi anni. E la rivalità va ancora avanti. Roger sta giocando un tennis fantastico nelle ultime due stagioni, so bene come si esprime nelle fasi finali di uno Slam. Ti costringe sempre a dare il meglio di te stesso, e dovrò giocare al top per batterlo ancora. Ora lui viene più spesso a rete, prova ad accorciare gli scambi. Ha il gioco per farlo, puà variare con il back di rovescio, proporti una palla tagliata più corta, si difende alla grande, mette sempre grande pressione sugli avversari. Sarà dura, dovrò essere molto concentrato. Non è mai sceso di livello negli ultimi sette-otto anni, ha una continuità impressionante. Il suo rovescio è migliore di quello che aveva fino a qualche stagione fa e, soprattutto sul veloce, sta giocando alla grande. Sarà una grande sfida per entrambi".

"Sono stato indietro negli scontri diretti con Rafa e Roger per tanti anni, ho dovuto attraversare momenti difficili della mia carriera, in cui ho dubitato di me stesso, non sapendo se sarei riuscito a rimanere numero uno e a coronare il mio sogno di bambino, oltre che a rompere il loro dominio. Ma quei momenti mi hanno reso più forte. Ho sfruttato quelle occasioni per crescere e migliorare, e devo ringraziare tutti quelli che mi sono stato vicini, dalla famiglia al mio team. Ho sempre pensato che prima o poi, con la passione e il duro lavoro, ce l'avrei fatta. Certe cose arrivano anche grazie alla vita privata, penso di essere molto maturato nel corso degli anni. Più facile contro Roger al meglio dei cinque set? Forse. Più il match si allunga, maggiori dovrebbero essere le mie possibilità, ma si tratta di un vantaggio minimo. Non penso ci sia tutta questa differenza dal punto di vista fisico, lui non ha speso molto tempo in campo sinora. Ha sempre vinto abbastanza agevolmente in questo torneo. E' in ottima forma e si sta muovendo bene".


Share on Facebook