Dominic Thiem e la definitiva consacrazione?

Il successo del tennista austriaco a Buenos Aires, quarto in carriera, ha permesso alla giovane promessa di riscattarsi mentalmente e con personalità sia su Nadal ed Almagro, oltre che confermare tutte le sue immense qualità tecniche. Due vittorie che potrebbero farlo maturare definitivamente e dare una svolta alla sua carriera?

Dominic Thiem e la definitiva consacrazione?
Dominic Thiem, è nata una stella?

Il nuovo che avanza, finalmente. Due vittorie in due giorni, contro Rafael Nadal e Nicolas Almagro, dal peso specifico tutt'altro che secondario. Dominic Thiem trionfa, con pienissimo merito, in quel di Buenos Aires e lo fa al termine di due partite a dir poco estenuanti che hanno il sapore di banco di prova, seppur non ultimo e definitivo, per attestare il giovane tennista austriaco tra i migliori del mondo. Sebbene le qualità del ventiduenne di Wiener Neustadt non siano mai state messe in dubbio, impreziosite da uno dei migliori rovesci del circuito, quello che fin qui sembrava aver messo un freno alla sua crescita e definitiva maturazione ed esplosione era l'aspetto psicologico, che più volte lo ha messo di fronte a sconfitte indecorose. 

Quello che più sorprende dell'affermazione in terra Argentina (la quarta in un torneo 250 della sua carriera), invece, è proprio questo aspetto, messo finalmente in mostra dall'austriaco con grinta di non mollare mai mettendo la ragione e la tranquillità davanti agli errori e ad un approccio mentale (soprattutto alla gara contro Nadal) fin troppo riverente. Sia chiaro, la giovane età influisce sicuramente su questo aspetto ancora acerbo dell'austriaco che, tuttavia, è riuscito a mettere lontano da casa alle spalle pressioni e aspettative sul suo conto, riuscendo a battagliare con orgoglio e lungimiranza portando infine a casa il trofeo. Vittorie di testa che fin qui erano mancate e che potrebbero, forse, contribuire alla definitiva consacrazione di Thiem, oltre a fargli raggiungere il suo miglior posizionamento nel Ranking mondiale. 

Due vittorie alquanto simili, entrambe sofferte e lottate fino al tie break del terzo parziale. In tutte e due le occasioni, il giovane austriaco era sembrato fin troppo passivo, in particolar modo contro il non irresistibile Rafael Nadal visto nella capitale argentina. Il maiorchino, dall'alto del suo blasone, aveva irretito Thiem prima ancora di scendere in campo, aspetto che veniva confermato nei turni di servizio dell'iberico, quando l'avversario rispondeva spesso (anche sulla seconda) fuori dall'inquadratura della telecamera. Ciò nonostante, i malumori e i numerosi errori tecnici di Rafa, consegnavano il primo parziale al giovane rivale, che lasciava però agio al ritorno dell'iberico. Altro aspetto da migliorare, in futuro, qualora volesse puntare al Gotha del tennis mondiale e alle prime posizioni, sarà quello di azzannare la preda alla giugulare, ma per questo c'è fisiologicamente tempo. 

Della vittoria sul numero cinque del mondo ci sono due aspetti assolutamente fondamentali e caratterizzanti della crescita del giovane prospetto d'oltralpe da sottolineare: dopo il set perso, Thiem non si è mai abbattuto psicologicamente, piazzando in primis il break nel primo gioco e confermandolo subito dopo (seppur perso dopo poco), oltre a salvarsi sul match point offerto a Nadal nel decimo gioco del terzo parziale, chiuso successivamente ai vantaggi. Uno stillicidio soprattutto mentale che avrebbe potuto pagare, in maniera del tutto naturale, nel tie break giocato di lì a poco. Invece no, con la forza dei nervi e della lucidità, Thiem è andato sopra 6-1 prima di chiudere con l'inevitabile braccino, aiutato dagli innumerevoli errori non forzati del cinque del mondo. 

Con la finale oramai archiviata e tutti i favori del pronstico che guardavano a Thiem come naturale vincitore del torneo, c'era da superare anche l'ostacolo Almagro, facilitato però nel suo cammino da una semifinale chiusa in due set contro David Ferrer (che aveva giocato anche il mattino). Anche in questo caso la battaglia, che non agevolava di certo il compito del ventiduenne, è stata lunga e logorante. Thiem si è dimostrato ancora una volta maturo nel non perdere la testa dopo il break offerto all'iberico sullo 0-1 nel primo parziale. Avanti di un set e di un break, la vittoria di Almagro non sembrava in discussione, prima della reazione d'orgoglio del campione. Contro break e guizzo decisivo nel tie break, quando sotto 1-3 ha saputo ribaltare ancora una volta la situazione con lucidità estrema. 

Il passo forse più importante nel processo di maturazione è stato fatto. Adesso, sta a Dominic Thiem continuare a seguire la sua strada e puntare dritto a migliorare i suoi risultati anche nei tornei dello Slam, dove tutti gli occhi del mondo guarderanno all'astro nascente del tennis mondiale. Tanti gli aspetti da migliorare anche tecnicamente, ma la base della torta sembra già ampiamente pronta e gustosa. Una vittoria che sembra anche sovvertire quelle leggi che, ultimamente, sembravano guardare al tennis fatto soltanto di corsa e di forza fisica, di quantità piuttosto che qualità. Uno spiraglio di talento cristallino in un mare di tennis robotico. Thiem è anche questo: è nata una nuova stella? 

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