US Open, Nadal: "Triste per la sconfitta, Pouille da primi cinque"

Il maiorchino saluta Flushing Meadows tra delusione e nuova fiducia, mentre Lucas Pouille si gode il giorno più bello della sua carriera.

US Open, Nadal: "Triste per la sconfitta, Pouille da primi cinque"
Rafa Nadal. Garrett Ellwood/USTA

E' un Rafa Nadal ancora combattivo quello che si presenta in conferenza stampa a Flushing Meadows dopo la sconfitta in ottavi di finale contro il francese Lucas Pouille. K.o. che brucia, perchè arrivato al tie-break di un quinto set che il maiorchino stava conducendo in vantaggio 4-2. L'ottavo di ieri sull'Arthur Ashe degli Us Open 2016 costituisce comunque il miglior risultato del mancino di Manacòr in un torneo dello Slam della stagione 2016 (sconfitta al primo turno agli Australian Open, ritiro al terzo del Roland Garros e mancata partecipazione a Wimbledon). Per la prima volta dal lontano 2004 Nadal non riesce però a raggiungere i quarti di finale in nessuno dei quattro Major del circuito. 

"Sono ovviamente triste per la sconfitta - esordisce Nadal davanti ai giornalisti che lo attendono in massa - in realtà non ho giocato male, ma neanche sufficientemente bene per vincere. Ho commesso diversi errori, ma quantomeno ho lottato fino alla fine. Non è questione di esperienza, ma di giocare un po' meglio rispetto a quanto ho fatto. Avrei dovuto giocare con più tranquillità in certi momenti, è un peccato perchè avrei potuto disputare un grande torneo. Non ho intenzione di cercare scuse, ma ho dato tutto ciò che avevo. Però ho perso, ed è questo ciò che conta. Queste partite equilibrate ti danno molta fiducia quando le vinci, ti fanno sentire forte, mentre se le perdi sembra che sia finito il mondo. Invece non è così, la vita va avanti. Oggi stavo bene fisicamente, in generale sono arrivato preparato a questi US Open e pronto per gli ottavi di finale. Il polso va molto meglio, ecco perchè lascio questo turno con molta maggior fiducia circa il mio pieno recupero rispetto a una settimana fa. Pouille è giovane, bravo, non ha punti deboli e colpisce bene da ogni zona del campo: ha il potenziale per diventare un top five. Io ora tornerò a Maiorca per continuare a lavorare, ad allenarmi duramente per cercare di migliorare alcuni aspetti del mio gioco, come la solidità del dritto, che deve tornare ad essere un colpo in grado di far male ai miei avversari. Ho bisogno anche di tornare a servire meglio in alcuni momenti della partita e di essere in generale più incisivo da fondo campo".

"Fisicamente mi sento molto bene, nonostante tutto ciò che ho subito recentemente. Dal punto di vista mentale sono più forte dello scorso anno, ho molta più fiducia, entro in campo con un atteggiamento ben diverso. Ecco perchè penso di star giocando molto meglio che nel 2015, anche se sono più vecchio di un anno. Non so quanti anni mi restano nel circuito maggiore, se uno, due, tre o sei. Non si può prevedere il futuro nè prepararlo a tavolino. Ho trent'anni ma non voglio smettere di fare quello che mi piace. Voglio solo godermi gli anni che mi restano e combatterò sul campo fin quando la testa e il corpo mi consentiranno di farlo. Quando arriverà il giorno in cui tutto finirà, lo saprò riconoscere, di questo sono certo". Stato d'animo opposto invece per Lucas Pouille: "E' stato il mio primo match sul campo centrale di Flushing Meadows, per di più contro Rafa. Non avrei neanche potuto sognare una giornata come questa. Io miglior giocatore francese? Naturalmente no, per ora. Ci sono tre giocatori francesi nei primi venti al mondo adesso, mentre io sono un po' più indietro. E' gente che ha disputato semifinali e finali Slam, io devo ancora lavorare per far meglio di loro. All'inizio della stagione ho cambiato molte cose. Ho ingaggiato un preparatore atletico personale, che mi segue praticamente sempre. Con lui posso lavorare anche durante i tornei. Con le vittorie ho acquisito fiducia, ora sono un giocatore diverso rispetto allo scorso anno".


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