Australian Open, Federer: "Non pensavo di arrivare in semifinale. Pausa fondamentale"

Tutta la soddisfazione dello svizzero per avere raggiunto ancora una volta le semifinali di un torneo dello Slam.

Australian Open, Federer: "Non pensavo di arrivare in semifinale. Pausa fondamentale"
Roger Federer saluta il pubblico della Rod Laver Arena dopo aver battuto M. Zverev.  Ben Solomon/Tennis Australia

Un passo alla volta, Roger Federer è approdato alle semifinali degli Australian Open 2017, dopo aver battuto oggi in quarti il sorprendente tedesco Mischa Zverev, già giustiziere del numero uno al mondo Andy Murray. Il fuoriclasse elvetico, che giovedì affronterà il connazionale Stan Wawrinka, spiega in conferenza stampa di essere particolarmente soddisfatto del rendimento offerto sinora a Melbourne. 

Roger Federer a braccia al cielo sulla Rod Laver Arena. Fonte: Ben Solomon/Tennis Australia
Roger Federer a braccia al cielo sulla Rod Laver Arena. Fonte: Ben Solomon/Tennis Australia

"Sono contento per come ho giocato oggi - dice Roger in conferenza stampa - sono partito alla grande contro Mischa, come mi era già accaduto qualche anno fa. Dopo il primo set è stato tutto più facile, anche se nel secondo parziale ho dovuto vincere un game chiave per superarlo. Nel terzo sono andato via più sciolto. E' stato un bel match, ho giocato bene, Mischa ha disputato un gran torneo, complimenti a lui". Federer si dice anche sorpreso del risultato raggiunto: "Ciò che mi ha fatto davvero piacere è stato battere consecutivamente dei grandi giocatori in incontri al meglio dei cinque set. Era questo il principale punto di domanda riguardo il mio rientro. Sapevo che andando avanti nel torneo sarei potuto diventare pericoloso per i miei avversari, ma c'era anche il rischio di subire la stanchezza, invece mi sento bene: è una grossa sorpresa per me. Nessuno all'inizio del torneo avrebbe scommesso su una mia semifinale contro Stan. Non per Stan, ma per me. D'altronde fino a pochi giorni fa non sapevo nemmeno di essere nella sua stessa parte di tabellone. Abbiamo giocato tantissimi match l'uno contro l'altro in carriera. Da giovane, faceva fatica sulle superfici veloci: ecco perchè mi ha sorpreso vederlo vincere il suo primo Slam proprio qui agli Australian Open. Avrei scommesso su un suo esordio vincente al Roland Garros, dove si è sempre trovato a suo agio. Ora invece gioca incredibilmente bene su tutte le superfici, anche sull'erba e indoor: è migliorato tantissimo in diversi aspetti del gioco, dal movimento di piedi alla tenuta mentale, passando per il piano partita. Gli va dato atto di averci sempre creduto, e di aver dimostrato che aveva ragione". 

Roger Federer in azione oggi a Melbourne. Fonte: Ben Solomon/Tennis Australia
Roger Federer in azione oggi a Melbourne. Fonte: Ben Solomon/Tennis Australia

Lo svizzero ritorna poi sulla sua assenza dai campi di gioco negli ultimi sei mesi: "Ho sempre pensato che le pause dal tennis fossero importanti per me. Nella mia carriera ho giocato con continuità, ma mi sono sempre preso lunghi periodi di vacanza e di riposo, in cui non prendevo in mano la racchetta per quattro o cinque settimane. Ora mi rendo conto che è stato un aspetto fondamentale per la mia longevità. Gli ultimi sei mesi di stop mi aiuteranno anche in futuro, anche se stiamo parlando dei miei primissimi passi dopo il ritorno. Credo che un primo bilancio potrà essere fatto solo verso aprile, quando avrò giocato un altro paio di mesi nel circuito, nel periodo più denso di appuntamenti. Non penso che sarò mai più in grado di giocare ventisette tornei in una stagione. E neanche ventidue, ma diciassette o diciotto sì. Bisogna trovare il giusto bilanciamento tra allenamenti, partite e riposo. Quando si invecchia, tutto diventa diverso". Tornando alla sfida con Wawrinka, Federer racconta di aver dato diversi consigli in passato al suo connazionale: "All'inizio della sua carriera gli consigliavo cosa fare contro certi giocatori, ma ormai ha una sua conoscenza del gioco, delle sue certezze e un suo team. Credo che lui e Rafa siano i giocatori del circuito che conoscono meglio il mio gioco. Con Stan ci siamo allenati insieme innumerevoli volte, mentre con Rafa credo solo in un'occasione. Questo torneo è la rivincita dei vecchietti? No, credo che dipenda dalle condizioni di gioco. Prima del 2005 eravamo tutti abituati a giocare su campi rapidissimi, poi c'è stato un cambiamento. Sono cresciuto giocando indoor in Svizzera, dove le condizioni erano molto veloci. I campi di quest'anno sono abbastanza veloci: guardate cosa sta facendo Venus Williams in ambito femminile. Per molti di noi è più naturale giocare su questa superficie, c'è meno da spingere ed è un tennis per certi versi più istintivo. Secondo me è questo il motivo per cui alcuni giocatori più esperti stanno ottenendo buoni risultati, perchè non si lasciano trovare impreparati di fronte a campi rapidi. D'altronde anche Mischa ha disputato un gran torneo venendo a rete tutte le volte. Penso che queste condizioni possano essere un altro fattore in mio favore in questa fase della mia carriera".


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