Atp Roma, oggi la finale. Djokovic: "Mi sento bene, peccato per il campo"

All'indomani della bella vittoria ottenuta contro David Ferrer, Novak Djokovic analizza il suo stato di forma e la gara contro Federer che vale il titolo degli internazionali di Roma.

Atp Roma, oggi la finale. Djokovic: "Mi sento bene, peccato per il campo"
Atp Roma, oggi la finale. Djokovic: "Mi sento bene, peccato per il campo"

E' un Novak Djokovic in gran forma quello visto nel corso della settimana romana degli Internazionali Bnl. Il numero uno serbo ha dimostrato, nel corso del torneo, di acquisire lentamente la forma migliore per affrontare al meglio la finale contro Federer e le due settimane di Roland Garros. Queste le parole di Djokovic al termine della gara. 

"Certamente è molto incoraggiante quando non hai mai perso il servizio contro uno dei migliori ribattitori del torneo, lui è un grande rivale e ti fa sempre giocare una palla in più. Ho affrontato un paio di palle break, soprattutto nel secondo set dove forse sono stato un po’ più fortunato. Ho solo trovato il modo per risalire e ho giocato bene a sufficienza per fargli il break in entrambi i set quando ce n’era più bisogno, i due game fondamentali 4-4 e 5-4. Proprio al momento giusto, questo è decisamente il mio miglior match. La mia prova è soddisfacente e mi dà motivo di credere che possa giocare a questo livello, o forse meglio, domani. Mi piace sentirmi così".

Una buona sensazione, sia fisica che mentale, che gli ha permesso di restare in partita e di piazzare la zampata giusta nel momento decisivo: "Sono stato in grado di evitare un calo di concentrazione e di permettere al mio avversario di rientrare nel match ed eventualmente ottenere un break. Credo di aver avuto alti e bassi nei primi tre incontri, tutti vinti in tre set, ci sono stati momenti in cui ho giocato alla grande ed altri in cui non l’ho fatto. Oggi consistenza è la parola giusta da usare".

Infine, Djokovic analizza i problemi del campo del centrale, che a quanto pare risulta di difficile praticabilità e, soprattutto, con molte buche: "Sì, questa è la cosa che spero di aver fatto al meglio, non essere frustrato. Non mi piace parlare troppo del campo ma le persone devono capire che a questo livello ogni cosa ha importanza per noi, soprattutto il campo, la condizione della terra, ed è ovvio che le condizioni non sono quelle che sarebbero dovute essere, l’anno scorso era meglio. Quest’anno, da come ho capito, hanno iniziato a preparare i campi troppo tardi, solo tre settimane fa, questo non è abbastanza per dei professionisti, spero che l’anno prossimo abbiano un approccio diverso e lo preparino al meglio. Ci sono un paio di punti sul campo dove i buchi sono molto grossi, non solo al servizio ma anche dopo il servizio, tu puoi facilmente mettere il piede in questi buchi e slogarti una caviglia, è pericoloso giocare in queste condizioni, per tutti. Puoi andare a riparare il buco ma sarà ancora più grande al punto successivo. Bisogna solo accettare il fatto che le condizioni sono le stesse per tutti. Spero solo per il bene di questo torneo, che amo, che l’anno prossimo si assicurino di prendersi più tempo per preparare il terreno di gioco".