Rafter: "Kyrgios? Può fare tutto". Philippoussis: "Necessita di una guida"

I due ex tennisti oceanici hanno stilato le loro considerazioni riguardanti Nick Kyrgios.

Rafter: "Kyrgios? Può fare tutto". Philippoussis: "Necessita di una guida"
Fonte: tennisnow.com

Si sono susseguite molteplici dichiarazioni sul conto di Nick Kyrgios, talentuoso quanto eccentrico tennista australiano. Il 21enne nativo di Canberra rappresenta il centro di gravità nel mondo della racchetta, attirando a se la curiosità, la stima, le speranze ed i rimproveri dei  vari esponenti dello sport stesso. A fare eco alle dichiarazioni di Rafa Nadal, "Kyrgios ha un talento incredibile, sopra la media. E' già nell'elite delle racchetta. Deve però - inevitabilmente - cambiare atteggiamento e concentrarsi su se stesso: allora potrà vincere Slam e diventare il N°1" ​sono arrivati due mostri sacri del tennis australiano: Patrick Rafter e Mark Philippoussis. Ha aperto le danze l'ex N°1 al mondo:

"Ha un potenziale enorme, può fare grandissime cose. Secondo il mio personale pensiero può diventare il N°1 del mondo. Resta comunque avvolto da una nuvola di mistero. Ha il potenziale e questo lo sappiamo tutti, ma si sta allenando a dovere? Sta preparando correttamente tutte le cose? E' preparato mentalmente? Non lo so come sta andando, non posso rispondere a questi quesiti. Riuscirà a vincere uno Slam? Ignoro la sua condizione fisica ma deve sapere che non basta più essere buoni tennisti, bisogna essere anche buoni atleti. Può sostenere senza problemi sette match? All'Australian Open? Probabilmente no. Roland Garros? Stessa cosa, qui sono certo. Us Open? Nemmeno. Riguardo a Wimbledon, può vincerlo sicuramente".

​La pallina è poi passata a Philippoussis, finalista proprio in quel di Wimbledon:

"E' fondamentale creare un buon team attorno a lui; nessun sergente di ferro che urli gli contro vari e disparati no. Nick - secondo me - è il tipo di giocatore che si ribella o tende a farlo, quando gli vengono imposte troppe regole. E così - di conseguenza - fa di testa sua. La pensavo allo stesso modo alla sua età, è molto importante parlare ed ascoltare il giocatore. Nessuno sa cosa deve gestire dentro e fuori dal rettangolo di gioco quindi è scorretto rimproverarlo. C'è bisogno di costruire un dialogo. A volte tutto ciò mi dà l'impressione che siano tutti contro di lui e che gli remano contro. La verità è che ci sarà sempre qualcuno che ti attaccherà. Se nessuno lo fa, significa che non stai facendo nulla. Nick deve capire che è appena entrato nel circuito, ma è normale che a 20 anni prendi tutto sul personale. Io l'ho fatto, in seguito mi sono accorto dello sbaglio. Se vuole, io ci sono. A patto che ascolti".

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